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Mutuo e Prestiti

Soldi in prestito ad amici e parenti: cosa dice la legge

Soldi in prestito ad amici e parenti: c’è una norma che regolarizza il passaggio di denaro senza scopro di lucro

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Soprattutto in periodi difficili di crisi economica come questa che stiamo vivendo, può verificarsi l’azione di prestare soldi a qualche parente in difficoltà o a un amico. Anche in questo caso il fatto viene regolamentato dalla legge.

L’art. 1813 del Codice Civile, infatti, parla chiaramente di “mutuo contratto col quale una parte consegna all’altra una determinata quantità di denaro o di altre cose”. Ma a differenza del mutuo bancario, quanto dato deve essere restituio “altrettante cose della stessa specie e qualità”. In pratica, non ci sono interessi. Non c’è neanche bisogno di un contratto con una firma, basta una stretta di mano.

Soldi in prestito: quando è un reato

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I prestiti tra privati di tipo oneroso sono validi solo se occasionali e diretti verso soggetti ben determinati (dunque un parente, un amico, una persona con la quale c’è un rapporto consolidato). Se invece il fatto avviene in modo sistematico, organizzato, come se fosse una vera e propria attività, in questo caso si commette il reato di esercizio abusivo dell’attività finanziaria di cui all’art. 132 TUB (D. Lgs. n. 385/1993, Testo Unico Bancario).

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Nella maggior parte dei casi i prestiti tra amici e parenti non avvengono con la formalizzazione di una scrittura privata.
A questo punto dunque sorge un dubbio. Come tutelare la propria posizione se la restituzione non avviene?

Innazitutto si dovrà dimostrare che è avvenuto il passaggio di denaro, anche tramite scambi di messaggi, email o comunque qualcosa che lascia una “traccia”. Infatti chi presta dovrebbe sempre adottare metodi di pagamento digitali. Nel bonifico è opportuno anche indicare come causale proprio Prestito.

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Bisogna comunque precisare che chi non restituisce i soldi ricevuti in prestito non commette alcun reato e non potrà neppure essere denunciato. Non c’è nessun problema penale perché come detto la regolaziona la detta il codice civile.

Quindi in caso di mancata restituzione si consiglia di sollecitare a provvedere al ripagamento tramite un legale. Se non ci sono effetti, bisogna agire legalmente nei confronti del debitore per ottenere la restituzione della somma di denaro prestata. Ma se il prestito è avvenuto in contanti, è difficile riuscire a dimostrare il fatto.

Pubblicato da
Giuseppe