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Mutuo prima casa per i giovani: le banche chiudono i rubinetti

Porte sempre più chiuse per i giovani alle prese col primo acquisto, mentre misure ad hoc del Governo si fanno attendere. Cosa sta succedendo

Mutui prima casa (Foto Adobe)

Tutte le crisi globali sono governate da fattori comuni, variabili costanti che attraverso i periodi storici e i cambiamenti delle società. Anche per l’attuale declino socio-economico partito dalla periferia dell’Europa (neanche poi tanto periferia), ha preso vita il ricorrente comportamento bifronte che impatta sulle economie nazionali: da un lato, il crollo dei prezzi dell’energia causato dalla ridotta disponibilità; dall’altro, l’intento meramente speculativo dei mercati.

Se entrambi i fattori investono indistintamente semplici cittadini e risparmiatori, di certo non costituiscono la maggioranza coloro che posseggono una solida “corazza” finanziaria per neutralizzare le conseguenze del poderoso innalzamento inflazionistico: in poche parole, la riduzione del potere di acquisto e della capacità di risparmio. Per logica conseguenza, tali nefasti mutamenti centrano innanzitutto le garanzie di futuro dei più giovani.

Mutuo prima casa per i giovani, sempre meno banche propongono gli incentivi del Governo

Mutui prima casa (Foto Adobe)

Tralasciando le argomentazioni relative al rapporto tra il mondo del lavoro, la professionalità e i giovani, occorre evidenziare l’infiacchimento dell’aspettativa dei fisiologici desideri appartenenti alla società più nuova: il primo riferimento va all’ambizione di spazi autonomi, alla fuoriuscita dal nucleo familiare di origine per costruire un contesto proprio. Insomma, l’acquisto della prima casa, oggi, si è trasformato in una meta irta di ostacoli.

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I paletti maggiori sono imposti, ovviamente, dalle banche, titolari della valutazione sulle erogazioni dei mutui. In particolare, le penalizzazioni che colpiscono l’accesso ai finanziamenti investono in primis gli under 36. È vero che le agevolazioni varate dal Governo sono state prorogate al 31 dicembre 2022; il contesto, però, non aiuta: causa il generalizzato aumento dei tassi d’interesse, sia fissi che variabili, con l’Eurirs giunto a quota 2,55% e l’Euribor che ha registrato un’impennata degli indici.

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Il “mutuo giovani” è attualmente concesso soltanto da tre istituti di credito. Vantaggioso per coloro che lo ottengono, grazie alla garanzia dello Stato, non è reputato conveniente dalle banche. Con l’imminente approdo al Senato del Decreto aiuti bis, si dovrebbe discutere di doverose manovre correttive, che richiederebbero in definitiva di attingere ulteriormente dal PNRR. Complice altresì l’apertura di una infuocata campagna elettorale, ciò che resta in piedi dei provvedimenti varati è la garanzia del Fondo Consap, con quasi 4 miliardi di euro erogati ai dipendenti pubblici under 36.

Pubblicato da
Roberto Alciati