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Truffa pellet: sta capitando a molti, non cascarci anche tu

Truffa pellet, con l’inverno ormai alle porte in tanti cercano gli affari ma bisogna stare molto attenti: cosa sta succedendo

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Attenzione a quando online trovate i prezzi del pellet molto bassi. Dietro quella finta convenienza potrebbe esserci una truffa. Lo ha scoperto la La Polizia postale e la Procura di Ferrara hanno oscurato il portale shoppingferrara. Erano tanti i consumatori che attratti proprio dai pezzi non troppo alti ordinavano bancali in pellet per poi fare un’amara sorpresa.

Un cittadino aveva ordinato due bancali di pellet per un totale di circa 500 euro ma la merce non è mai giunta a destinazione. Diverse denunce sono poi arrivate da altre parti d’Italia e così si sono mosse le forze dell’ordine e la magistratura.

Truffa pellet, come riconoscerla

Foto social

“Il fenomeno che andava ben oltre l’ambito provinciale” si legge in una nota della polizia che ha scoperto un “giro d’affari criminale stimabile almeno parzialmente in decine di migliaia di euro“.

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I domini usati per il raggiro sarebbero registrati in paesi extraeuropei dove non sempre ci sono accordi di collaborazione tra le diverse forze di polizia. Per questo motivo non sarà facile portare avanti le indagini in modo agevole, che comunque proseguono.

I truffatori fanno leva sui rincari e la crisi energetica per attirare consumatori in cerca di affari. Come fare a riconoscere i siti pericolosi? Innanzitutto diffidare sempre dei prezzi troppo bassi. Prima di pagamento, meglio cercare sempre sui motori di ricerca se ci sono recensioni negative.

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Si può anche fare una verifica più approfondita. Ad esempio controllare tramite il sito dell’Agenzia delle Entrate se la Partita Iva riportata sul sito del venditore corrisponda a quella di un’azienda esistente.

Insomma bisogna stare molto attenti, assicurarsi davvero che l’azienda esista e che la marce sia dotata di tutte le caratteristiche e regole corrette per la vendita come il marchio, i prodotti all’interno, il numero di serie.

Ovviamente per fare un controllo del genere non bisogna soffermarsi sul primo sito che si trova ma spulciare bene tutto, con molta pazienza.

Ad esempio le certificazioni si possono trovare sui prodotti dell’azienda tedesca Din e Din Plus, l’austriaca Önorm, la svizzera SN 166000 e il marchio europeo ENPlus.

Pubblicato da
Giuseppe