INPS, 290€ al mese a chi ha questo problema alimentare

L’Istituto mette a disposizione un apposito strumento previdenziale per i soggetti che soffrono di questa patologia. Ecco di cosa si tratta

bonus a chi ha questo problema alimentare
Disturbi alimentari (Foto Adobe)

È noto come nelle società sviluppate, o meglio, nelle società occidentali, si soffre di alimentazione. Di certo, non alla maniera dei Paesi poveri o sottosviluppati: insomma, non si soffre per mancanza di cibo. All’inverso, nel corso dei decenni, la formazione di uno stile di vita progressivamente sempre più esasperato dalla travolgente quotidianità degli impegni, ha generato delle storture alimentari che si sono trasformate in endemiche patologie.

Si parla di malattie che non nascono dallo stomaco o dall’intestino, ma dalla psiche: malattie che dunque colpiscono durante la crisi dell’emotività, col manifestarsi delle fragilità che caratterizzano alcune età. Oltre a logorare i rapporti con i propri cari, i soggetti affetti finiscono per intraprendere un percorso di autodistruzione che può portare gravi conseguenze alla salute.

INPS, riconosciuta l’invalidità per questo problema alimentare

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Disturbi alimentari (Foto Adobe)

Proprio talune devianti circostanze di vita, fanno emergere lo smarrimento del controllo sulle abitudini alimentari personali. In questa voragine, prendono immediatamente posto quei disturbi alimentari che affliggono le vite di molti individui, specialmente gli adolescenti. Ed è nell’età più delicata di una persona, come appunto l’adolescenza, che fa breccia una delle patologie più tristemente comuni e pericolose: l’anoressia.

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Non sono certamente sconosciute ai più le dinamiche che contraddistinguono – soprattutto sotto il profilo estetico – un disturbo alimentare come l’anoressia. A partire dalla connotazione critica nella psiche del soggetto, l’anoressia nervosa – spesso riconosciuta come una malattia femminile ma che i casi stanno dimostrando, è coinvolto un numero crescente di giovani maschi – si manifesta nella notevole perdita di peso, accelerata da una dieta ipocalorica e da un’attività fisica eccessiva; senza dimenticare il ricorso al vomito autoindotto.

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Oltre però a colpire muscoli e ossa, l’anoressia si riflette anche nella circolazione cardiaca, con battito irregolare, insufficienza cardiaca, pressione bassa e molto altri sintomi, nonché danni ai reni, al fegato e nel sangue. Insomma, si riconoscono tutti i tratti di un’invalidità. Poco noto, infatti, il riconoscimento riservato dall’INPS nei confronti di questa patologia. Si tratta di un bonus per i casi più gravi pari a 290 euro al mese. Vengono riconosciuto tre classi funzionali circa il decorso della malattia, per le quali il sostegno economico pieno è riconosciuto con un’invalidità dal 74 per cento in su.

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