Mazzata pensioni minime | L’annuncio per il 2023

Arrivano delle notizie non proprio piacevoli per coloro che ricevono la pensione minima: c’è stato un dietrofront. Ecco cosa sta accadendo

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novità pensione minima (Foto Adobe)

La Legge di Bilancio 2023 è in fase di revisione da parte della Camera e del Senato. La bozza della nuova Legge è ormai nota e tra le novità più clamorose ci sono quelle che riguardano il Reddito di Cittadinanza, che ben presto sarà tolto per tutti coloro che sono “occupabili” e la Riforma Pensioni.

Proprio la Riforma Pensioni è uno dei temi più caldi: nel caso in cui non si dovesse giungere ad un accordo, che sembra portare a Quota 103, ci sarebbe un ritorno della Legge Fornero e dunque il pensionamento di vecchiaia a 67 anni. A cambiare dovrebbero essere anche le pensioni minime ma, proprio su questo punto, arriva una spiacevole novità.

Pensioni minime, dietrofront della Lega: cosa sta accadendo

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novità pensione minima (Foto Adobe)

Se da una parte la proroga del Superbonus e lo sblocco dei crediti nel Dl Aiuti quater rende compatta la maggioranza, dall’altra parte ci sono tensioni proprio per quanto riguarda il tema della pensioni. Forza Italia, da un lato, spinge per un ulteriore aumento delle pensioni minime che passerebbero così da 574 euro alla soglia dei 600, ma la Lega frena.

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Proprio a causa di questo “litigio” che è saltato l’aumento delle pensioni minime. L’incremento era una proposta di Forza Italia che era passata durante il vertice di Palazzo Chigi sulla manovra ma poi è arrivato uno stop dal sottosegretario leghista al Lavoro Claudio Durigon.

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Durigon ha spiegato che non ci sono fondi a sufficienza, nell’immediato, per innalzare le pensioni minime subito ma che l’obiettivo sarà raggiunto «nel corso della legislatura». La mediazione proposta dalla Lega partirebbe dall’idea di premiare solo alcune categorie di over 70 ma la cosa risulta comune di difficile applicazione.

Un altro nodo importante da sciogliere per il governo, oltre che quello sulle pensioni, è quello della soglia minima per il pagamento elettronico. Inizialmente previsto a 30 euro e poi innalzato a 60 euro il limite secondo cui i commercianti devono accettare per forza di cose i pagamenti elettronici. Su questo punto le opposizioni che sono al governo chiedono l’abrogazione della norma.