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Quali sono le possibili ipotesi di riforma del fisco, si parla di nuove aliquote per l’Irpef, ma chi ne trae vantaggi?

riforma fisco
Fisco (Foto Adobe – pensioniora.it)

Tra le discussioni e le tematiche che sta affrontando il governo una delle più spinose e delicate è senz’altro quella legata alla riforma del fisco e in particolare alle aliquote irpef. Un tema particolarmente sentito non solo da tutti i contribuenti, ma che determina e delinea le linee di intervento dell’esecutivo.

La questione dell’irpef si allinea a quella della flat tax che provoca reazioni molto contrastanti e una forte opposizione da parte delle parti sociali. Il pericolo concreto è l’abbandono o la limitazione dei principi costituzionali di rispetto della capacità contributiva dei cittadini e del criterio di progressività delle imposte. Ma quali sono le proposte in campo?

Le proposte della riforma fiscale chi ci guadagna

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Fisco (Foto Adobe – pensioniora.it)

Sul tavolo di discussione la rimodulazione della fascia Irpef con la loro riduzione da 4 a 3. Attualmente gli scaglioni di reddito sono del 23% per redditi fino a 15mila euro; del 25% per redditi tra 15 e 28mila; del 35% per redditi tra 28 e 50mila; del 43% per redditi oltre i 45mila euro. Le proposte vanno tutte verso una riduzione delle fasce e i redditi sfavoriti da questa rimodulazione sono quelli più bassi tra i 9 e 28mila euro.

Alcuni esempi con tre aliquote: 23% fino a 15mila euro; 27% tra 15 e 50mila; 43% oltre i 50mila euro. Con questo schema i vantaggi sarabbero per la fasce medie e alte, mentre per chi guadagna tra i 25 e i 27mila euro all’anno avrebbero circa 300 euro in più di tasse da versare. Con aliquote fino al 23% per redditi fino a 15mila euro; del 27% per redditi tra i 15mila e i 75mila; del 43% oltre i 75 mila, la fasce più svantaggiate sarebbero quelle tra i 15 e i 28mila euro con un aumento della tassazione di 2 punti percentuali.

Le proposte sono anche altre, ma in tutte le fasce avvantaggiate sono quelle medio/alte e alte, mentre per le più basse non ci sarebbero cambiamenti, mantenendo la stessa pressione fiscale. Ad essere più colpite e svantaggiate quelle medie e medio/basse con redditi mensili non oltre i 2mila euro, che si troverebbero a pagare più tasse. Quindi riduzione della pressione fiscale soprattutto per i ceti abbienti con una vistosa inversione di rotta.

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