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Quanto costa il divorzio consensuale e congiunto

Dopo la separazione, da parte dei due ex coniugi arriva il momento di affrontare le spese più cospicuo per mettere definitivamente fine al loro rapporto 

Divorzio (Foto Adobe – pensioniora.it)

Attualmente le famiglie italiane devono sobbarcarsi molte spese derivanti dalla speculazione della crisi sopraggiunta da più di un anno su scala planetaria. Il costo della vita è aumento per qualsivoglia cittadino, ma sicuramente i nuclei familiari rappresentano la realtà che più paga lo scotto dell’escalation internazionale della guerra, dell’energia, dell’economia e, dulcis in fundo, dell’inflazione.

Dunque, nel contesto familiare, il primo pensiero è quello volto a fornire il necessario per il mantenimento, la crescita, l’educazione e l’istruzione dei figli. In tal senso, ad assecondare questi obiettivi si sono affiancate, negli ultimi anni, necessarie misure di sostegno che finiscono per rivelarsi determinanti quando scoppiano prolungate vicissitudini di natura economica.

Tutte le modalità per procedere al divorzio consensuale e congiunto senza spendere troppo

Divorzio (Foto Adobe – pensioniora.it)

A maggior ragione, le difficoltà aumentano sensibilmente quando il nucleo familiare subisce la frattura per eccellenza. Non stiamo parlando di un lutto all’interno del novero, quanto piuttosto della separazione dei coniugi (o genitori, che dir si voglia). A partire dalla prima fase di cessazione del rapporto matrimoniale, l’ordinamento giuridico attiva tutte le garanzie per salvaguardare la sussistenza dei figli.

Dal punto di vista dei coniugi, si apre un considerevole fronte di spesa che raggiunge il suo apice nella fase di divorzio. La natura di costi è varia, ma nella cornice di un divorzio consensuale o congiunto, le spese possono ampiamente ridimensionarsi. Quella al Comune è infatti la modalità di divorzio consensuale più economica. Basta rivolgersi all’ufficio competente e sborsare soltanto 16 euro.

La differenza è indubbia; una negoziazione assistita da avvocati toccherebbe una parcella da circa 3mila euro. Lo scioglimento del vincolo di matrimonio, anche quando effettuato dal servizio comunale, vede le tariffe variare, ma non hanno nulla a che vedere con il divorzio consensuale con negoziazione assistita. La presenza di legali e le diverse modalità dei servizi resi, comporta una media tra i 500 e i 3mila euro; a ciò bisogna aggiungere il costo dei bolli, il contributo unificato per il rilascio dell’autorizzazione del Pm, oltre a tasse e imposte di registro sulle disposizioni patrimoniali prese negli accordi. Il ricorso al giudice è un’altra modalità di divorzio consensuale, dal contributo unificato di 43 euro più i costi per i documenti richiesti dalla procedura; e non c’è bisogno di affidarsi ad un avvocato.  

 

Pubblicato da
Roberto Alciati