Dichiarazione redditi: cosa cambia tra 730 e 740

Ecco quali differenze caratterizzano i due modelli utili alla dichiarazione, e chi sono i contribuenti che devono utilizzare l’uno o l’altro. I dettagli

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Modello di dichiarazione dei redditi 730 (Foto Adobe – pensioniora.it)

Per la maggior parte degli italiani si apre l’orizzonte delle vacanze, delle prime, grandi uscite del fine settimana, in direzione del mare o della montagna. Manca ancora poco più di un mese per dichiarare l’inizio di quelle si suole chiamare come le ferie d’agosto, con le grandi partenze e il riversamento nella rete autostradale di migliaia di famiglie in viaggio verso le località del meritato riposo, seppure soltanto successivo alle fatiche dell’esodo di Ferragosto.

Comunque, non si libera completamente dagli impegni e non si lancia la mente verso la proiezione vacanziera, se non dopo aver adempiuto all’obbligo del principale adempimento nei confronti del fisco italiano, ossia la presentazione della dichiarazione dei redditi. Con l’inizio del mese di luglio, si apre il rush finale verso la scadenza degli invii telematici; come da calendario fiscale, infatti, il termine ultimo di presentazione tramite il portale dell’Agenzia delle Entrate, è per il 20 luglio 2023.

Dichiarazione redditi: quali contribuenti devono compilare il 730 o l’Unico 740

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Dichiarazione dei redditi 730 (Foto Adobe – pensioniora.it)

È vero non manca poi molto alla scadenza (rispetto ai lunghi tempi aperti nello scorso maggio), ma oramai per molti cittadini sottoposti all’adempimento, l’impegno è stato assolto, almeno nella sua prima ed essenziale fase; e tocca ora procedere ai pagamenti. In generale, però, rimane soltanto una minoranza della popolazione chiamata in causa a chiudere rapidamente la prassi di trasmissione delle dichiarazioni dei redditi.

Negli ultimi anni, poi, presentare all’apertura delle finestre di presentazione delle dichiarazioni è diventata una convenienza; specialmente per quei contribuenti che sono caratterizzati da una situazione reddituale tutto sommato molto semplificata: possono infatti sottoscrivere ed inoltrare i modelli 730 precompilati dalla stessa Agenzia delle Entrate. Quest’anno, il termine di invio dei modelli precompilati è scaduto al 30 maggio.

Dichiarazione redditi: quali differenze tra i modelli 730 e 740

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Dichiarazione dei redditi 730 (Foto Adobe – pensioniora.it)

Anche se fino a poco oltre la metà di giugno, per gli stessi vi è stato possibile provvedere alla rettifica dei modelli precompilati tramite ulteriori moduli integrativi. Resta il fatto, che i primi a consegnare sono anche gli stessi che beneficeranno di un celere rimborso dell’eventuale credito di imposta, grazie anche al fatto che essi non sono sottoposti alle verifiche dell’Agenzia dal momento che le dichiarazioni sono state compilate d’ufficio.

Per gli altri contribuenti, mentre la scadenza si attesta a poco meno di quindici giorni, la procedura di pagamento del rimborso per il credito di imposta inizierà da agosto e si protrarrà fino alla fine di novembre. In questi modelli, soprattutto modelli 730, si produrranno i crediti legati alle spese detraibili, come i costi medico-sanitari, abbonamenti al trasporto pubblico, polizze assicurative (casa, salute), iscrizioni ad attività e associazioni sportive, costi scolastici e universitari, spese per funerali ecc.

Ma quale differenza c’è tra un modello 730 e un modello 740? E a quali contribuenti sono rispettivamente rivolti? Riguardo al modello 730, si tratta della dichiarazione dei redditi per le persone fisiche in caso di pensionati o di lavoratori dipendenti; i lavoratori autonomi o con redditi ottenuti da impresa, debbono compilare il modello Unico 740. Il primo viene compilato, tra l’altro, con l’ausilio del sostituto d’imposta, i cui dati forniti producono il calcolo dell’imposta sul reddito e le detrazioni; nel secondo, è il contribuente a fronteggiare direttamente l’ammontare dell’imposta e delle detrazioni.

Quest’ultimo ha su di sé una maggiore responsabilità in termini fiscali. Per ricorrere all’uno o all’altro modello, bisogna considerare questi criteri: il numero di datori di lavoro con cui si è collaborato durante l’anno; le integrazioni di reddito fornite dall’INPS o da altre tipologie di casse professionali; le modifiche del domicilio fiscale in corso d’anno; la presenza di proprietà immobiliari o terreni che sono stati locati e hanno generato delle entrate economiche.

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