Digitale terrestre, forse dovrai cambiare di nuovo decoder

Quali sono le prospettive per il digitale terrestre, è possibile un nuovo cambio di decoder nei prossimi mesi

trasmissioni nuvo standard
Digitale terrestre (Foto Adobe – pensioniora.it)

Il rinnovamento delle televisione italiana continua ormai da mesi con la costante comparsa e scomparsa di canali e reti a livello locale quanto nazionale. L’introduzione del nuovo formato (M-peg4) ha da un alto migliorato la qualità dell’immagine con un segnale più forte e definito, dall’altro trasformato definitivamente l’apparecchio televisivo trasformandolo in qualcosa di molto più complesso e articolato della vecchio scatola catodica.

Qualità delle immagini, del suono, aumento del numero dei canali e dell’offerta di trasmissioni, prodotti sempre più interattivi e legati al web con possibilità maggiori almeno per gli utenti più esperti dal punto di vista tecnologico, sono alcune delle proprietà della nuova televisione. I cambiamenti determinati dal nuovo digitale terrestre, il DVB-T2, in via di attivazione definitiva dal gennaio di quest’anno sono un altro passo avanti della televisione.

Digitale terrestre che cosa sta succedendo

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Rai (Foto Adobe – pensioniora.it)

Il DVB T2 (Digital Video Broadcasting – Second Generation Terrestrial) rappresenta lo standard di ultima generazione per le trasmissioni sulla piattaforma digitale terrestre del consorzio europeo DVB. Il passaggio totale al nuovo standard avrà come conseguenza un miglioramento della qualità dell’immagine e dell’alta definizione e inoltre il rilascio della banda 694 – 790 Mhz, la cosiddetta banda 700, per i servizi degli apparecchi mobili in 5G.

La liberazione di questa banda si è conclusa in Italia nel giugno dello scorso anno ed  ora l’attivazione dello standard DVB T2 a livello nazionale dovrebbe completarsi entro il 2023. Questo passaggio renderà definitivo l’abbondono dei vecchi apperecchi televisi sprovvisti di decoder in grado di ricevere lo standard DVB T2 HEVC 10  o acquistati prima del dicembre 2018.

Infatti da quella data i commercianti sono obbligati a vendere esclusivamente apparecchi televisivi che supportino lo standard DVB T2 con la codifica HEVC main 10. Quindi per verficare se il proprio apparecchio sia in grado di ricevere quel segnale occorre controllare nella scheda tecnica o nel manuale. Il controllo può essere fatto attraverso il noto canale 200, se sintonizzaqndosi sul canale, compare la scritta Test HEVC main 10, l’apparecchio è compatibile con il nuovo standard.

Quindi non serve acquistare un nuovo televisore o un nuovo decoder. Se ci sono problemi di visualizzazione potrebbero esserci: una non corretta, ma temporanea ricezione del canale di test, la presenza momentanea di un’altra emittente sul canale, la televisione non riesce ad agganciarsi alle nuove frequenze. Quindi è necessario procedere sempre con una risintonizzazione completa dei canali prima di effettuare il test del canale 200.

Cosa succede ora

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Rai (Foto Adobe – pensioniora.it)

Il passaggio al DVB T2 è comunque in ritardo e mancano ancora conferme definitive sulla data prescelta. Tuttavia indiscrezioni dal Ministero dello Sviluppo economico, provenienti dal ministro Urso stesso indicano una data precisa: il 10 gennaio 2024 la Rai inizierà a trasmettere da un suo MUX nazionale in DVB T2, seguito poi da tutti gli altri.

A quel punto l’acquisto di un decoder per consentire la ricezione delle nuove frequenze sarà non più rinviabile per quanti utilizzano apparecchi televisivi acquistati prima del dicembre 2018. Quindi è alle porte l’ennesima rivoluzione della televisione italiana, con un aggiornamento che certamente comporterà miglioramenti qualitativi e ricettivi, ma avrà dei costi inevitabili per molte famiglie italiane.

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