Influencer e creator nel mirino del Fisco: come e cosa dichiarare per star tranquilli

Chi ha deciso di diventare un influencer o un content creator in generale dovrà dichiarare al Fisco i propri redditi: ecco come fare.

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Smartphone (Foto da Canva) – Pensioniora.it

Il numero di influencer, youtuber e content creator in tutto il Pianeta è salito esponenzialmente negli ultimi anni. Anche in Italia queste figure sono notevolmente cresciute tanto da divenire tra i lavori più ambiti dai giovani. Chi intraprende questa carriera si sarà chiesto come dovrebbe dichiarare i propri guadagni considerando che non si è dipendenti di alcuna azienda e le entrate derivano da attività svolte sui social network o su internet in generale.

Influencer e content creator, come dichiarare i redditi percepiti

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Agenzia delle Entrate (RafMaster – Adobe Stock) – Pensioniora.it

Secondo una recente indagine condotta da Adecco, sempre più giovani italiani sognano di diventare influencer: rispetto a dieci anni fa, questo numero è cresciuto del ben 505%. A dimostrare questa voglia sono proprio i numeri degli influencer e dei content creator in generale (youtuber, streamer o tiktoker) nel nostro Paese.

Quando si intraprende una simile attività bisognerà comunque dichiarare i propri introiti al Fisco, in caso contrario si parla di evasione fiscale, illecito per cui sono previste pesanti sanzioni e, in alcuni casi, anche pene detentive. Per chi lavora su internet non esiste ancora un vero e proprio regime fiscale nel nostro Paese, dunque, come spiega la redazione de LaLeggepertutti, si dovrebbe aprire la Partita Iva quando si svolgono attività abituali e si percepiscono oltre 5mila euro all’anno aprendo anche la posizione presso l’Inps. Se, invece, si svolgono attività non continuative, dunque, occasionali si dovranno dichiarare i redditi ma senza la necessità di aprire la Partita Iva. Per chi decide di aprire la Partita Iva, guadagnando meno di 85mila euro all’anno, può usufruire del regime forfettario con agevolazioni sulla tassazione per i primi anni.

Per aprire la partita Iva e scegliere il corretto codice Ateco di riferimento è sempre consigliato rivolgersi ad un commercialista o presso uno sportello dell’Agenzia delle Entrate fornendo la documentazione richiesta. Anche quando si ricevono oggetti o beni in cambio di un’attività, vanno dichiarati in questo considerati compensi per un determinato lavoro. Lo stesso vale per le criptovalute.

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