Naspi, in quali casi decade e perché

Quali sono gli eventi che determinano la decadenza dalla Naspi, vediamo le cause di questa spiacevole evenienza

cause revoca indennità disoccupazione
Naspi (Pensioniora.it)

La Naspi (Nuova assicurazione sociale per l’impiego) rappresenta in Italia la prestazione principale a favore di chi si trova in condizioni di disoccupazione. L’indennità è legata alla perdita involontaria del lavoro con una stringente normativa al riguardo. Altro requisito determinante l’aver ottenuto almeno 13 settimane di contributi nei 48 mesi precedenti la perdita dell’occupazione lavorativa.

La durata massima di questa prestazione, erogata dietro domanda dall’Inps, è di 2 anni. Infatti l’erogazione è prevista per un numero di settimane pari alla metà delle settimane di contribuzione effettuate degli ultimi 4 anni, fino a un massimo di 12 mesi appunto. L’importo massimo della Naspi non può essere superiore a 1.470,99 euro e commisurata a circa il 75 per cento della retribuzione degli ultimi 4 anni. Ma la durata e l’importo esatto sono disponibili sulle pagine riservate del sito dell’Inps.

Naspi casi di decadenza dall’indennità

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Inps (Pensioniora.it)

Lo stato di disoccupazione provocato da perdita involontaria di occupazione è la condizione principale per l’ottenimento dell’indennità. Il superamento di questo stato comporta la fine dell’indennità. In altre parole se si perde lo stato di disoccupazione la Naspi viene revocata.

In generale, si può dire che l’assunzione con contratto di subordinazione di una persona e l’inizio di una sua attività lavorativa ha degli effetti sull’erogazione della Naspi a seconda della durata del nuovo rapporto e del reddito percepito. L’assunzione con un contratto a tempo indeterminato con un reddito superiore alla soglia degli 8.174 euro (minimo escluso dall’imposizione fiscale) comporta la fine della Naspi.

Altro caso di decadenza dalla Naspi è il raggiungimento dei requisiti per il pensionamento anticipato o di vecchiaia, oppure quando acquisisce il diritto alla pensione di invalidità e non opta per la Naspi. Anche l’inizio di un’attività autonoma senza la comunicazione entro un mese del reddito presunto o dalla data di presentazione della domanda, se il lavoro autonomo preesisteva alla domanda stessa.

Esiste infatti la possibilità di una Naspi ridotta con lavoro autonomo con reddito inferiore alla soglia di 8,147 euro, purché comunicato all’Inps entro 30 giorni dal suo inizio. Ma non ci sono esclusivamente cause legate al reddito o lavoro per la perdita dell’indennità. Scopo della Naspi non è solo il sostegno al reddito, ma il reinserimento sociale e lavorativo attraverso formazione e aggiornamento professionale.

I disoccupati devono sottoscrivere la Dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro e stipulare, con i Centri per l’impiego, Patti di servizio personalizzato. L’assenza senza giustificato motivo alle iniziative di orientamento e avvio al lavoro, il rifiuto di offerte di lavoro congrue o di attività di pubblica utilità determina la decadenza dalla Naspi.

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