Mutuo+casa%3A+dove+costa+di+pi%C3%B9+la+rata+mensile%2C+la+risposta+%C3%A8+sorprendente
pensioniorait
/2022/09/26/mutuo-casa-dove-costa-di-piu-rata-mensile-risposta-sorprendente/amp/
News

Mutuo casa: dove costa di più la rata mensile, la risposta è sorprendente

Non solo l’aumento dei tassi di interesse; anche il contesto di alcune città rendono più caro il prestito per la casa. Vediamo dove accade

Mutuo casa (Foto Adobe)

Il conflitto in corso nella periferia (per modo di dire) d’Europa non si è declinato soltanto nelle note criticità energetiche e nelle collaterali conseguenze sul piano dei relativi mercati. Esso ha assunto inoltre la sfaccettatura di una crisi economica trasversale in tutto il vecchio continente, causata in primo luogo dalla proliferazione a macchia di leopardo dei rialzi inflazionistici.

Rialzi da record, foraggiati dalla speculazione della generalizzata riduzione delle risorse, lo scarso numero di alternative energetiche e dal timore di un imminente e severo piano di razionamento. Oltre a ciò un altro messaggio è giunto chiaramente dalle istituzioni europee, in particolare dalla Banca Centrale Europea: per arginare la stessa inflazione (che soltanto in Italia viaggia verso un debordante 15 per cento) ha messo mano ai tassi d’interesse e li ha aumentati.

Mutuo casa, la rata mensile più cara in Italia non riguarda solo le singole città

Mutuo casa (Foto Adobe)

Quello che poco prima della scorsa estate (esattamente a giugno), appariva come una convenienza, oggi il tenore è radicalmente cambiato. Alla fine del secondo trimestre, infatti,  è stato registrato un vantaggiosissimo abbassamento dei tassi, specificatamente l’Eurirs, l’indice percentuale applicato nei mutui a tasso d’interesse fisso, entrando in competizione – nonostante la rata fissa, senza oscillazioni negative né positive – con i tassi variabili e il loro Euribor.

Il cambio di rotta non ha smentito le previsioni; anzi, le ha confermate, vedendo proprio in autunno il periodo in cui il balzo dell’aumento dei prezzi avrebbe reso più caro il mantenimento dei depositi e lo scambio sia di beni che di denaro. Tra gli esiti, ciò non poteva inficiare diffusamente sul desiderio di acquisto della casa e del tentativo di supportarlo con l’inevitabile finanziamento di un istituto di credito.

Leggi anche: Caro energia: pignoramento per 200mila pensioni, è allarme sociale

Nonostante sia una dinamica puntellata dalle odierne variabili, resta il fatto che molte “zone”, o meglio, città, regioni, aree determinate rendano – ciascuno a suo modo – possibile l’accesso al credito, o al contrario impraticabile il terreno per un prestito. L’Italia ne è un esempio emblematico. Persistono i valori medi di finanziamento tra Nord, Centro e Sud, eccetto qualche distinguo all’interno delle Regioni.

Leggi anche: Borsa di Studio per i figli: la domanda da fare entro il 30 settembre

Primo in classifica è il Trentino Alto-Adige, seguito da Lombardia (alla stregua dei valori di Milano) e il Lazio (supportato dai valori di Roma). Nel 2022, il primo mutuo d’Italia ha registrato un valore medio di 189.412 euro. Tra i fanalini di coda, vi sono le rate di Molise (il finanziamento medio è pari a 102.256 euro) e Calabria. È il dato del loan to value a misurare il rischio del mutuo tra valore dell’immobile e la sua riparabilità. Anche l’età dei richiedenti si distingue all’interno della valutazione: hanno tra i 20 e i 21 anni coloro che sottoscrivono finanziamenti in Basilicata e Calabria; intorno ai 25 anni, in Valle d’Aosta. Rimane il fatto che i mutui variabili italiani sono tra i più competitivi in Europa, al contrario dei fissi, che invece hanno tutto da guadagnare.

Pubblicato da
Roberto Alciati