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Poste multata per i buoni fruttiferi: cosa hanno scoperto

Una brutta giornata quella di ieri per Poste Italiane, che ha subito una pesante multa dall’Antitrust. Andiamo a vedere cosa è successo

Poste italiane (Foto Adobe)

Nella giornata di ieri, Poste Italiane non ha passato una bella avventura. Il tutto è da ricercare nella attività di collocamento e di gestione dei buoni fruttiferi postali. La multa è alquanto alta, circa 1,6 milioni di euro. Una piccolo danno nei confronti dei consumatori indotti a sbagliare e a cadere in errore.

L’Agcom ha evidenziato che per quanto riguarda i titoli cartacei finiti in prescrizione almeno negli ultimi cinque anni, Poste Italiane  non ha informato in modo adeguato i titolari di Buoni prossimi alla scadenza del termine di prescrizione, causando il mancato rimborso dei relativi importi.

Cosa ha fatto Poste Italiane?

Poste italiane (Foto Adobe)

Poste Italiane in questo periodo, secondo la denuncia dell’Antitrust  ha trascurato di dare importanti informazioni per i suoi clienti. Quindi i suoi risparmiatori, hanno effettuato dei movimenti economici senza importanti avvertimento o avvisi. Non proprio il massimo.

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Poste Italiane, resosi conto dell’errore nei confronti dei cittadini, ha ricevuto dall’antitrust una diminuzione di circa il 60% della multa anticipata. La normativa prevista dall’antitrust prevede che i diritti dei titolari dei buoni fruttiferi si prescrivano dopo dieci anni dalla data di scadenza del buono. In questo modo né il capitale né gli interessi si possano impostare.

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Bisogna ricordare che i buoni fruttiferi postali, godono di un vantaggio per i risparmiatori: si tratta infatti di prodotti che sono garantiti dallo Stato Italiano, perché emessi dalla Cassa Depositi e Prestiti. I buoni fruttifero non hanno costi e sono assolutamente facili da sottoscrivere.

Quindi sembra che Poste Italiane approfittando proprio della semplicità del movimento, ha preso superficialmente l’argomento portando in errore i propri risparmiatori. Attraverso una nota di Agcom si legge: “si ritiene che questa condotta violi i doveri di diligenza professionale ragionevolmente esigibili da Poste in base ai principi generali di correttezza e di buona fede e che sia idonea ad alterare il comportamento economico del consumatore in relazione all’esercizio dei diritti di credito relativi ai buoni”. 

Non dimentichiamo che Poste Italiane è anche quotata in Borsa, quindi ieri, dopo questa cattiva condotta, il calo economico ha avuto un brutto crollo.

Pubblicato da
Cesare