Investire la tredicesima in Buoni Poste | Quanto guadagni

I buoni fruttiferi postali possono essere una buona forma di investimento anche con una cifra esigua come potrebbe essere la tredicesima

Buoni fruttiferi postali investire tredicesima
Buoni fruttiferi (Foto Pixabay)

È tempo di doppia mensilità per molti lavoratori. La tredicesima sta per arrivare – o è già arrivata per i pensionati. E la cosiddetta gratifica per le feste natalizie potrebbe essere spesa in toto per gli acquisti del periodo più costoso dell’anno, oppure messa da parte per il futuro, magari con un investimento che possa farla fruttare. E chi non vuole cimentarsi con il mercato azionario, può optare per i buoni fruttiferi postali, ancora ad oggi i prodotti finanziari più utilizzati dagli italiani.

I buoni fruttiferi postali consentono un investimento a lungo termine con dei rendimenti alle scadenze piuttosto vantaggiosi. Il costo è praticamente zero, ad eccezione delle aliquote sui guadagni. L’unico problema è che i buoni fruttiferi generalmente sono acquisiti da persone che prevedono un deposito fermo a lungo termine. Essi possono arrivare anche a 30 anni. Tuttavia negli ultimi anni sono stati studiati prodotti più a breve termine, per investimenti minori, come ad esempio la tredicesima.

Tredicesima, investirla nei buoni fruttiferi risparmiosemplice

Buoni fruttiferi postali investire tredicesima
BancoPosta (Foto Pixabay)

Una delle ultime soluzioni che Poste Italiane propone ai suoi clienti, è il buono fruttifero postale risparmiosemplice, della durata di soli 4 anni. Ciò significa che passata quella data, può essere rimborsato con il massimo del guadagno possibile. E può essere una buona soluzione per la tredicesima. Per acquisire il buono risparmiosemplice si deve avere un conto corrente Poste o un libretto postale, e si deve aver aderito al piano di risparmio risparmiosemplice.

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Il buono di 4 anni consente di mettere da parte una somma di denaro, anche piccola, da accumulare nel tempo aggiungendo altro deposito. È una soluzione ideale per mettere da parte tredicesima e quattordicesima. I tagli devono essere da 50 euro e multipli. Con un rendimento annuo lordo di 1,50%. La tassazione è agevolata.

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Ad esempio, con un deposito di 2.000 euro, un’ipotetica tredicesima mensilità, dopo 4 anni si può raggiungere la cifra di 2.181,68 netti. Che non è un aumento vertiginoso, ma affatto dispendioso sia in termini di tempo che di denaro. Per rendimenti maggiori si deve impiegare più tempo prima del rimborso. Con il Buono rinnova, ad esempio, di durata 6 anni, alla fine si ottengono 2.370,20 euro.