Ricetta medica bianca o rossa | La differenza è importante

Il medico può compilare due tipi di ricetta per l’acquisto di farmaci, quella rossa e quella bianca: le differenze

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ricetta rossa e bianca (Foto Adobe)

Quando il nostro medico di base ci prescrive dei medicinali lo fa attraverso un documento, la ricetta medica. Con questo documento potremo recarci in farmacia per acquistare i farmaci che sono venduti esclusivamente dietro prescrizione medica. Questo significa che, senza ricetta, sarebbe impossibile acquistare il farmaco desiderato.

A seconda di quanto prescritto dal nostro medico potremo avere la ricetta rossa o elettronica, la ricetta bianca ma anche la ricetta ministeriale a ricalcolo per prescrivere sostanze psicotrope e stupefacenti come gli ansiolitici, le sostanze utilizzate nella terapia del dolore e per la prevenzione, la cura e la riabilitazione nelle situazioni di tossicodipendenza. Le ricette più comuni sono comunque la rossa e la bianca.

Ricetta medica rossa e bianca: quali sono le differenze?

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ricetta rossa e bianca (Foto Adobe)

La ricetta rossa è chiamata così per la colorazione dei bordi che il medico compila ed è utilizzata esclusivamente per prescrivere i farmaci rimborsabili dal Servizio Sanitario Nazionale che rientrano in Fascia A. Questa ricetta è valida in tutte le farmacie del territorio italiano e assicura al cittadino di poter ritirare i medicinali che richiedono prescrizione medica dovunque si trovi.

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Nel caso in cui il cittadino si trova però fuori dalla propria Regione di residenza dovrà pagare l’intero importo anche se ha l’esenzione. Nella propria Regione, invece, potrà ritirare i farmaci gratuitamente o pagando una piccola quota di compartecipazione o ticket, variabile da regione a regione. Il medico che svolge attività di libero professionista non può usare il ricettario regionale in tale ambito, ma deve utilizzare esclusivamente la “ricetta bianca”.

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La ricetta bianca è invece quella che il medico compila sul proprio ricettario personale per prescrivere medicinali di Fascia C, ovvero non rimborsabili dal Servizio Sanitario Nazionale ma completamente a carico del cittadino. Sulla ricetta bianca devono essere indicati: nome, cognome, codice fiscale e eventuale struttura di appartenenza e firma del medico, luogo e data. 

Con la ricetta bianca si possono acquistare farmaci fino a 10 volte nell’arco di sei mesi, salvo diversa indicazione da parte del medico. Per questo il farmacista deve restituire ogni volta la ricetta al cittadino. La ricetta bianca può essere anche non ripetibile: è questo il caso in cui il farmaco è ritirabile una sola volta entro 30 giorni.

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