Congedo parentale 2023 | Grossa novità – Quanto si avrà

La nuova manovra del Governo ha introdotto delle novità anche per quanto riguarda il congedo parentale: quali sono le modifiche previste

novità congedo parentale 2023
Congedo parentale INPS (Pensioniora.it)

Il congedo parentale rappresenta un periodo di 10 mesi di sospensione dal lavoro di cui possono beneficiare i genitori. La possibilità di usufruirne dura fino al compimento di 12 anni di vita del bambino. Nel dettaglio, l’art. 32 del Decreto Legislativo 2001, n. 151, stabilisce che sia la madre che il padre lavoratori dipendenti possono mancare dal loro impiego per un periodo di 6 mesi, anche divisibili, nei primi 12 anni di vita del bambino. Nel caso in cui entrambi i genitori si astengano, il congedo sarà pari a 10 mesi, estendibili a 11, qualora il padre eserciti il diritto di astenersi dal lavoro per un periodo continuativo o frazionato non inferiore a 3 mesi.

Invece, quando a beneficiarne sia la sola madre o il solo padre la situazione cambia. Nella prima ipotesi la madre potrà fruirne per 6 mesi, con 3 mesi di congedo indennizzato non trasferibili all’altro genitore. Invece, se la richiesta proviene dal padre potrà goderne per 6 mesi ma potrà arrivare fino a 7 mesi, quando quest’ultimo eserciti il diritto di astenersi dal lavoro per un periodo (continuativo o frazionato) non inferiore a 3 mesi.

Congedo parentale, quali sono le novità proposte dal Governo per il 2023

Congedo parentale INPS, le novità per il 2023
INPS

Nella legge di bilancio sono previste delle novità anche per quanto riguarda i congedi familiari. Nel 2023, infatti, sarà pagato all’80% dell’ultima retribuzione percepita. Fino ad oggi, tale diritto era riconosciuto alla madre e al padre lavoratori con una indennità pari al 30% dell’ultima retribuzione percepita, per un periodo di nove mesi entro i primi 12 anni di vita del figlio.

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Nella manovra, la disciplina dei congedi familiari è stata, dunque, totalmente rivoluzionata.  Il beneficio sarà concesso nella misura pari all’80% per il primo mese da fruire entro il sesto anno di vita del bambino, poi, per i mesi successivi  il contributo rimarrà pari al 30%. Tuttavia, questa novità riguarda soltanto la madre lavoratrice. Non è, dunque, prevista invece alcuna modifica per il padre lavoratore.