Pensione 2023 | Tra 3 mesi potresti ricevere una cifra differente

Novità per il primo trimestre del nuovo anno che vede gli importi dei trattamenti INPS rivalutati in base a questa procedura. Cosa cambierà

nuovi importi pensione per primo trimestre 2023
Pensione INPS (Foto Adobe)

La manovra di bilancio presentata dal premier Giorgia Meloni ha fissato pochi ma chiari obiettivi, centrati sul tema drammaticamente all’ordine del giorno: il contrasto all’impoverimento delle famiglie italiane in difficoltà economiche provocato dagli aumenti esponenziali degli importi delle bollette. Gli strumenti decisi che entreranno nella prossima legge di bilancio sono due: la proroga di sei mesi sul distacco delle utenze per le famiglie che non ce la fanno a pagare le fatture energetiche; l’innalzamento del tetto reddituale ISEE (rispetto alla soglia formulata dal governo Draghi) per beneficiare dei “bonus bollette”.

Ancora per il mese corrente, da parte dell’INPS sono ancora in svolgimento – a proposito dei rincari delle bollette – i pagamenti del bonus da 150 euro che integra l’importo del trattamento ai pensionati con reddito annuo fino a 20mila euro, oltre ad essere percepito dai titolari di indennità, di partite IVA e da lavoratori dipendenti. In ambito pensionistico si è inoltre andato consolidando l’aumento degli importi varato l’ottobre scorso.

Pensione 2023, l’adeguamento degli importi sarà trimestrale

nuovi importi pensione per primo trimestre 2023
Pensione INPS (Foto Adobe)

Una tappa importante in questo ultimo trimestre del 2022 è rappresentata dall’aumento degli importi pensionistici dovuti al consueto adeguamento degli indici ISTAT sui prezzi al consumo. Il provvedimento che di prassi si conferma con l’applicazione di percentuali effettive nell’arco del primo trimestre dell’anno successivo rispetto al tenore di riferimento dell’anno precedente, è stato anticipato per calmierare la corsa galoppante dell’inflazione a due cifre percentuali sulle casse previdenziali.

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Formalizzata con il Decreto Aiuti bis, la misura consta dell’incremento sulla base dell’indice al 2 per cento, già oggi, dunque, applicato sui ratei delle pensioni ma che viene confermato anche sulle tredicesime INPS. Ma non finisce qui: perché dal 1° gennaio 2023, si procederà ad un ulteriore aumento, questa volta su una percentuale dell’8 per cento (secondo quanto stato stabilito e firmato dal titolare del MEF).

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Dal prossimo anno, l’indicizzazione – o perequazione – non andra più verso una cadenza annuale, ma trimestrale. Una decisione, questa, che verrà abbracciata anche per stipendi e salari, ma che viene approntata in virtù di un’inflazione inarrestabile: adeguando l’indice al tasso medio del solo trimestre precedente si otterrebbe una progressione degli incrementi meno rapida; al contempo, l’adeguamento è pressoché immediato, senza più l’attesa di dodici mesi. La progressione che si va prospettando è la seguente: 2 per cento, nel primo trimestre del 2023; 2,5 per cento, nel secondo trimestre del 2023%; 3 per cento, nel terzo trimestre del 2023; 2,5 per cento. nel quarto trimestre del 2023.