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Pensioni

Quanto prenderai di pensione se guadagni 1.100€

E’ arrivo il momento di fare i calcoli: se guadagnate ben 1.100 euro al mese, ecco come scoprire la vostra pensione

Quanto prenderai (Preso da Canva)

Quante volte ci è capitato di chiederci a quanto, in linea generale, potrebbe ammontare la nostra pensione? Ebbene, proprio per questo motivo, noi di PensioniOra abbiamo deciso di aiutarvi a fare questo conteggio così da essere preparati e soprattutto da pover fare dei piani più concreti per il futuro.

Se quindi anche voi vorreste scoprire a quanto potrebbe ammontare la vostra pensione in un futuro, non dovete fare altro che continuare a leggere insieme a noi. Eccovi, dunque, tutto quello che vi serve sapere per potervi regolare.

Vuoi sapere quanto potresti prendere di pensione? Scopriamolo

Quanto prenderai (Preso da Canva)

Usiamo come linea indicatrice quella di uno stipendio medio, vale a dire intorno ai mille o ai mille cinquecento euro al mese. Se il vostro stipendio si aggira intorno a questa fascia, allora possiamo procedere con il calcolo e vedere quanto potreste percepire in linea di massima come pensione. In questo caso, infatti, il vostro assegno dovrebbe aggirarsi intorno ai novecento, massimo mille euro mensili.

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Chiaramente, però, nel calcolo del proprio assegno pensionistico ci sono vari fattori che entrano in gioco, e quindi non soltanto lo stipendio percepito negli anni di lavoro. Questi, infatti, possono andare a incidere sul vostro assegno ma non di tanto, per cui è comunque possibile fare una stima generale. Ad esempio, bisogna capire se il proprio importo della pensione verrà calcolato con un sistema retributivo: vale a dire basandosi sugli ultimi cinque anni di lavoro, ovvero i più alti della propria carriera. O ancora con un sistema contributivo, ovvero solo i contributi effettivamente versati nel corso della propria vita.

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Infine, vi è anche un terzo sistema che potrebbero essere preso in considerazione per il calcolo del proprio assegno di pensione: ovvero quello misto. Altri fattori che potrebbero incidere, inoltre, solo il montante contributivo (ovvero i contributi accumulati) e i coefficienti di trasformazione della pensione (vale a dire i valori percentuali stabiliti dalla legge). O, ancora, il tasso di sostituzione: cioè il rapporto in percentuale tra l’importo del primo rateo pensionistico e l’ultimo percepito del proprio pensionamento. Questi ultimi, inoltre, possono dipende da fattori come l’età, il lavoro svolto, se si era dipendenti o autonomi, gli anni di contributi e molto altro.

Pubblicato da
Redazione PensioniOra