Furto o rapina al bancomat | Cosa spetta per legge

Sono sempre più frequenti i furti e le rapine al bancomat, in alcuni casi la banca è tenuta a rimborsare il cliente malcapitato: cosa dice la legge

Rapina al bancomat: chi ne risponde
Rapina bancomat (Adobe Stock)

Alcune volte prelevare in banca potrebbe essere pericoloso, considerando anche i frequenti furti da parte di malintenzionati. Proprio per questo bisognerebbe mettere in atto alcuni accorgimenti utili per non rischiare di incappare in episodi spiacevoli. Prima di tutto, non bisogna mai essere abitudinari, dunque, meglio recarsi presso il proprio istituto di credito sempre in giorni diversi, cambiando anche la fascia oraria.

Inoltre, è importante evitare di fare avvicinare individui sconosciuti e rendere ben visibili denaro, buste, borse ed oggetti di valore. Tra le altre cose, il consiglio è quello di non prelevare somme ingenti, ma soltanto quelle di cui abbiamo un reale bisogno. Infine, prima di digitare il nostro pin, è fondamentale guardarsi attorno facendo attenzione a non avere persone che osservano.

Rapina al bancomat, quando si ha diritto al rimborso dalla banca

Cosa dice la legge sulla rapina al bancomat
Cosa dice la legge (Pixabay)

Negli ultimi anni, gli attacchi della criminalità comune ed organizzata alle banche aumentano sempre più, crescono ad esempio i furti e le rapine al bancomat. Dunque, quando ci si accorge di aver perso la carta di credito, la prima cosa da fare è bloccarla e presentare immediatamente denuncia alle autorità competenti. In ipotesi come queste, si potrà richiedere anche il risarcimento per gli eventuali prelievi abusivi avvenuti prima del blocco della carta. La banca, infatti, è tenuta ad agire secondo una diligenza di natura tecnica. Dunque, se l’istituto di credito non riesce a dimostrare di aver agito in tal senso ha l’onere di proteggere i propri cliente da eventuali operazioni illecite.

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La Cassazione in un ordinanza del 2018 ha ribadito che la banca è titolare di un rischio di natura professionale che la obbliga a garantire il cliente in casi come questi. Tuttavia, l’istituto di credito può liberarsi da tale onere dimostrando che l’illecito è avvenuto per cause imputabili al correntista, qualora cioè quest’ultimo abbia assunto un comportamento doloso. Questo accade, ad esempio, quando il cliente abbia lasciato la propria carta o il pin sul bancone di un bar, e quindi, alla portata di eventuali malintenzionati.

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In caso di rapina, invece, la banca non può essere ritenuta colpevole di tale delitto. Quest’ultima potrebbe essere ritenuta responsabile soltanto laddove non abbia adempiuto agli obblighi di correttezza e buona fede. Ad esempio, qualora non abbia predisposto mezzi di sicurezza e sistemi di allarmi idonei ad impedire la rapina.