Busta paga 2023 | Avrai l’aumento se rientri in questa fascia

Dal 1° gennaio prossimo, nuovi importi in busta paga per i lavoratori appartenenti a queste fasce di reddito. Cosa cambia

quali aumenti per le buste paga
Busta paga (Foto Adobe)

Non manca molto alla fine dell’anno, tantomeno ai festeggiamenti natalizi con tutto ciò che comporta sul piano delle visite di famiglia e dei regali. Per i lavoratori dipendenti, la busta paga della competenza di dicembre è ancora davvero lontana, ma questi sono anche i giorni dei pagamenti relativi alla tredicesima. Una boccata d’ossigeno, insomma, per le numerose e variabili spese da sostenere in questo periodo, specialmente se di mezzo c’è una famiglia a carico.

In queste ultime settimane dell’anno, d’altronde, sono in via di esaurimento i sostegni economici relativi all’annualità in corso e pertanto lo sguardo è ora rivolto all’orizzonte economico del prossimo anno. Saranno immediatamente effettive le decisioni prese dal governo Meloni tramite l’ultima manovra di bilancio, tese a rilanciare i bilanci familiari più deboli e a sostenere le pensioni più esigue.

Busta paga 2023, con queste entrate mensili lo stipendio aumenta

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Busta paga (Foto Adobe)

Nello scorso ottobre, i lavoratori dipendenti – in particolare, quelli del settore pubblico – hanno assistito alla finalizzazione del rinnovo dei contratti nazionali di categoria, favorendo dunque cospicui aumenti e l’approvvigionamento degli arretrati sulle precedenti mensilità. I primi a beneficiare di tale novità sono gli appartenenti al personale della sanità e della scuola. Oltre all’estensione presso gli altri settori (ad esempio, la Pubblica Amministrazione), tali adeguamenti dovranno presto toccare anche il settore privato.

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Grazie all’adeguamento ISTAT anticipato nello scorso ottobre, oggi gli stipendi e le tredicesime hanno ricevuto gli arrotondamenti del caso. Ma l’indice percentuale del 2 per cento sarà succceduto, dal 1° gennaio 2023 dal nuovo incremento dell’8 per cento, seguendo la politica di contrasto della corsa galoppante dell’inflazione a due cifre percentuali.

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La vera novità che tocca significativamente gli stipendi concerne il tanto atteso taglio del cuneo fiscale, misura particolarmente voluta dal nuovo esecutivo. Sono coinvolte tutte quelle buste paga tra i mille e i 1.400 euro lordi mensili, le quali riceveranno un taglio del 3 per cento; ciò si traduce in un aumento delle entrate cash pari a circa 20-30 euro in più ogni mese nei redditi compresi tra i 13mila e 18.400 euro. Un ulteriore guadagno è dato dalla riduzione a tre aliquote IRPEF (23, 27 e 43 per cento), le quali consentiranno di accedere a detrazione fino al al 19 per cento e bonus integrativi.