Buoni fruttiferi 2023 | Pro e contro dell’investimento

Investire i propri soldi con i buoni fruttiferi postali 2023 conviene oppure no? Qualche osservazione in proposito

Buono fruttifero vantaggi e svantaggi
Buono fruttifero (Foto Adobe – Adobe.com)

I Buoni fruttiferi postali restano indubbiamente una delle forme di risparmio e di investimento più sicure e accessibili che si possano trovare in Italia. La garanzia di Cassa Depositi e Prestiti, la capillare diffusione sul territorio degli uffici postali, la possibilità di prevedere con certezza i rendimenti, i costi di apertura e gestione prossimi allo zero li rendono molto appetibili per i risparmiatori italiani.

A questo quadro va aggiunta una tassazione agevolata per capire i motivi dellla diffusione di questo prodotto finanziario, va poi considerato che esistono varie tipologie di buoni fruttiferi che si adattano alle esigenze degli investitori. Ma ci sono anche lati negativi? Si può osservare nel dettaglio qualche esempio.

Conviene veramente investire con i buoni frutteferi delle Poste?

Buono fruttifero vantaggi e svantaggi
Buono fruttifero (Foto Adobe – Adobe.com)

Come detto i buoni sono emessi da Cassa Depositi e Prestiti mentre la collocazione spetta a Poste italiane e consentono di vincolare il proprio denaro con tassi di interesse crescente e variabile in base del periodo di tempo che la cifra viene vincolata. Per acquistare un buono fruttifero basta possedere un conto alle Poste o un libretto postale.

I tassi di interesse variano a seconda del prodotto che si acquista. Una delle percentuali di interesse più allettante è quella relativa ai buoni dedicati ai minori con una forbice che va dal 2,50% lordo a un anno e 6 mesi di durata fino al 4,50% a 18 anni. Altro prodotto da valutare il buono 4X4  con rendimenti fissi e crescenti fino al 3% lordo e denaro vincolato a 4,8,12 e 16 anni.

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Anche il buono 3X4 offre interessanti tassi fino crescenti con frazioni di 3 anni. Il buono fruttifero ordinario, infine, a un rendimento al 2% alla fine del vincolo, ciè dopo 20 anni. I buoni fruttiferi postali non subiscono le oscillazioni del mercato con un valore nominale che non cambia e con una tassazione agevolata al 12,50% dimezzata, rispetto altri investimenti finanziari.

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Gli svantaggi dei buoni postali sono legati al periodo di vincolo e ai relativi tassi, infatti i vantaggi maggiori si hanno nel lungo periodo e rispetto ad altri titoli di Stato, pur essendo più sicuri, hanno rendimenti minori e non suscettibli di incrementi imprevisti.