Smartworking 2023 | Chi rientra tra i lavoratori fragili

Prolungato con la nuova manovra il diritto per il lavoro da casa per questi lavoratori; ma soltanto coloro sono considerati “fragili”. Ecco chi sono

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Smartworking (Foto Adobe – adobe.com)

L’esperienza del Coronavirus vissuta in Italia tra il 2019 e il 2022 (il 31 marzo scorso è stata dichiarata terminata l’emergenza sanitaria) si può oggi osservare, col senno di poi, sotto vari aspetti. A parte l’ambito prettamente sanitario, l’epidemia, col concorso degli obblighi normativi, ha prodotto una condizione sociale ed esistenziale senza precedenti per i cittadini di ogni età e ceto.

Il sopraggiunto confinamento domestico (lockdown) ha costretto alla rinuncia dei consueti spazi pubblici, ma soprattutto dei rapporti con l’esterno che si credevano scontati. Quando poi una graduale riapertura ha consentito di reimmettere il traffico di vita in strada, ciò è stato possibile soltanto con la non piacevole mediazione dei dispositivi sanitari facciali, ma indispensabile per fare argine ai contagi.

Smartworking 2023, i requisiti per i lavoratori fragili

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Smartworking (Foto Adobe – adobe.com)

Nell’ambito del lavoro, lo stop del settore produttivo ha causato degli effetti senza precedenti: migliaia di lavoratori dipendenti sono state riversate nella cassa integrazione; numerose aziende non sono riuscite ad ammortizzare un periodo prolungato di chiusura e perciò sono state costrette alla chiusura. Il tutto mentre lo Stato ha approntato con urgenza un piano di aiuti economici e ristori ad hoc.

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Il coinvolgimento dell’INPS nel processo di supporto è stato totale e oltremodo impattante per la stessa struttura. Da qui che si è partiti con la sperimentazione dello smartworking, il quale ha trasferito nelle case dei dipendenti della previdenza l’enorme carico di lavoro fatto di decine di pagamenti al giorno. Il modello di lavoro da remoto è stato ovviamente abbracciato da numerose aziende e uffici, trasferendo anche per sin troppo tempo le istanze professionali tra le mura condivise con la famiglia.

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È diventato invece un diritto per i cosiddetti lavoratori fragili, i quali possono garantire le loro mansioni senza il rischio di entrare in contatto con casi virali. La legge di bilancio ha esteso fino al 31 marzo 2023 l’opzione del lavoro da casa (autorizzato dal datore) per questi soggetti e ne ha tracciato il nuovo profilo entro il quale debbono sussistere i requisiti: si parla innanzitutto di lavoratori “affetti da gravi patologie croniche con scarso compenso clinico”. Sono compresi anche coloro che sono in attesa di trapianto o, entro i due anni dal trapianto d’organo, hanno subito un trapianto di “cellule staminali ematopoietiche”, quindi pazienti con “marcata compromissione della risposta immunitaria”.