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Decesso in Rsa | Quando gli eredi sono costretti agli arretrati

Una dolorosa eventualità il decesso di una persona cara in una RSA, ma il costo degli arretrati a chi spetta?

Eredità (Foto Unsplash – pensioniora.it)

Non è raro nelle vicende di qualsiasi famiglia, trovarsi nella necessità di ricoverare un congiunto presso una struttura sanitaria, del genere RSA. Non sempre è possibile assistere con la dovuta attenzione e professionalità una persona cara ed è necessario rivolgersi ad enri professionali.

In tali circostanze il decesso dell’assistito non è una eventaulità remota. In tal caso si potrebbe porre il prolema del pagamento di rette restanti non versate, degli arretrati che possono essersi accumulati nel tempo. Una questione del genere si collega a quella dell’eredità e degli obblighi che scaturiscono dall’eredità stessa. Quindi a chi spetta saldare i debiti nei confronti di una RSA?

Eredi devono saldare il debito nei confronti della RSA, in che occasione

Eredità (Foto Unsplash – pensioniora.it)

La questione del debito a cui devono sottostare gli eredi non è così rara, anche nel caso di debito nei confronti della struttura che assisteva e ospitava il de cuius. Nelle situazioni come queste quello che derime la questione è l’accettazione dell’eredità. Nel caso cioè l’eredità venga accettata, gli eredi sono chiamati a rispondere degli obblighi e dei pesi ereditari del defunto.

Quindi se la persona scomparsa ha dei debiti nei confronti della struttura sanitaria che la assisteva, a risponderne sono gli eredi, obbligati quindi a saldare il debito. La legge descrive i casi e i tipi di accettazione dell’eredità che si determinano con l’apertura della successione. Per evitare queste situazioni si può evitare un’accettazione pura e semplice, come definitiva dal Codice, mediante l’istituto dell’accettazione con beneficio di inventario.

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Con questa scelta si dividono i beni e le proprietà dell’erede da quelle del defunto, quindi si limitano le responsabilità separando i patrimoni. L’accettazione con beneficio di inventario deve essere espressa mediante dichiarazione a notaio o cancelleria del tribunale. Si tratta quindi di procedure non semplici con conseguenze sul piano legale e quindi patrimoniale.

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Altra possibiltà per evitare i debiti del defunto è la rinuncia all’eredità con cui l’erde manifesta la sua decisione di non subentrare al deceduto nei suoi beni e obblighi, da presentare anch’essa in forma scritta a notaio o alla cancelleria del tribunale.

Pubblicato da
Vincenzo Pugliano