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Ecco quanto tempo c’è per accettare l’eredità

Ecco quanto tempo è disponibile per accettare l’eredità, condizione necessaria per  alcune procedure civilistiche

Eredità (Foto Unsplash – pensioniora.it)

In talune circostanze un’eredità comporta non soltanto dei benefici ma dei costi, degli obblighi che l’erede è chiamato a soddisfare. Non si tratta di situazioni così rare e la casistica è assai vasta. Opprue l’erede o gli eredi possono decidere di vendere il bene avuto in lascito. Ma cosa si deve fare in tal caso?

Quanto tempo si ha per accettare o per rinunciare all’eredità? O che cosa si deve fare per accettare l’eredità o per rinunciare ad essa? Non sono domande banali, ma decisive perché da esse dipendono una serie di conseguenze sul patrimonio ereditato, ma anche, in alcune circostanze, sul proprio. Per cui è bene sapere come comportarsi anche in un momento doloroso e di lutto.

Il tempo che trascorre per l’accettazione o la rinuncia dell’eredità

Eredità (Foto Unsplash – pensioniora.it)

Il Codice civile dispone con una serie di articoli il termine dell’accettazione dell’eredità, infatti gli articoli 480 e il 2946 indicano che il diritto di accettare l’eredità si prescrive ordinaruamente in 10 anni a partire dal giorno di apertura della successione, cioè ossia dalla morte del de cuius.

A meno che la qualità di erede non sia condizionata da precise circostanze legali e in tal caso la data decorre a partire dal momento preciso in cui si verificano queste condizioni. Quindi con l’accettazione il chiamato acquista il profilo di erede con un atto che è irrevocabile. Una volta accettata l’eredità non è più possibile rinunciarvi.

Si deve ricordare inoltre che l’accettazione ha valore retroattivo, cioè il chiamato assume la qualità di erede dall’occasione dell’apertura della successione. Si tratta di una decisione con precise conseguenze e della quale si deve essere pienamente consapevoli. L’accettazione infatti può comportare anche oneri gravosi, qualora il defunto abbia contratto dei debiti.

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Infatti con l’accettazione può verificarsi la cosiddetta confusione dei beni del defunto con i beni dell’erede, con il rischio concreto di rischio di dover ripianare i debiti del de cuius anche con il proprio patrimonio e quindi anche al di là dell’importo del lascito ereditario.

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Come si vede si tratta quindi di una questione da non sottovalutare, ricordando infine che in molte circostante l’accettazione dipende non solo da una precisa volontà dichiarata con atto pubblico (espressa), ma anche da comportamenti che presuppongono la volontà di accettare (tacita).

Pubblicato da
Vincenzo Pugliano