Prima o poi bisognerà considerare la sostituzione dell’apparecchio dato che la presenza di questi modelli alzano la bolletta. Di cosa si parla

Dal 2020, il tema del risparmio energetico è entrato prepotentemente nelle case degli italiani, prima ancora delle attuali calamità che circondano appunto l’argomento dell’energia. L’entrata nel dibattito è stata allora incentivata dalla emergenza sanitaria in corso (causata dai contagi del Covid) e in pieno confinamento domestico (lockdown) tutti hanno potuto apprezzare la sorprendente aria pulita che ha pervaso le grandi città, libere dall’assedio del traffico.
Prima del 24 febbraio 2022, l’iniziativa portata avanti dal governo è stata quella di riavviare il PIL nazionale stimolando il settore più trainante, quello edilizio. Pertanto sono state messe in campo ampie detrazioni (Superbonus) per gli interventi di ammodernamento degli appartamenti o degli spazi pubblici condominiali per aumentare l’efficientemento energetico degli apparecchi e dei dispositivi presenti. Con lo scoppio del conflitto in Ucraina, il tema ambientale ha subito un’ulteriore declinazione.
Con questi termosifoni, crescono i consumi della bolletta

Di fronte alla crisi energetica, la risposta delle istituzioni europee e nazionali non è stata particolarmente immediata e decisa. Anzi, ad avanzare sono stati i dubbi, le possibili derive causate dalla cronaca di tutti i giorni e, infine, le certezze speculative dei mercati internazionali. Le bollette di gas e luce sono dunque rincarate all’inverosimile, a danno dei cittadini e delle loro famiglie.
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Dalla Commissione Europea, i primi proclami hanno invitato i cittadini del vecchio continente a modificare drasticamente le loro abitudini, cominciando dalle docce fredde mattutine, dalla rinuncia dei riscaldamenti anche sotto le temperature più rigide, fino ad abbracciare la bassa cottura della pasta; il tutto a preannuncio di un piano di razionamento. Gli italiani, approfittando dei bonus fiscali, hanno puntato su alcune valide alternative ai classici riscaldamenti: l’installazione di pannelli solari, l’acquisto di stufe a legna o a pellet ad alta efficienza, nonché il posizionamento di pannelli termoriflettori per evitare la dispersione energetica là dove le pareti sono più sottili e accolgono spesso i termosifoni: sotto le finestre.
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I bonus riguardanti le ristrutturazioni hanno permesso di sostituire anche i termosifoni stessi dalle prestazioni oramai obsolete. Sì, perché non solo un cattivo posizionamento (in una stanza poco abitata o ad un angolo poco esposto) fa lievitare la bolletta energetica ma anche un vecchio modello dalle prestazioni decisamente mediocri. Basti pensare ad un radiatore in ghisa, che sebbene sia capace di trattenere molto calore, non si scalda completamente, impiegando più tempo a mandare in temperatura una stanza, con il conseguente maggior consumo di gas. Gli attuali termosifoni, grazie ai termostati, interrompono, tramite la valvola, il riscaldamento della stanza una volta che l’ambiente raggiunge la temperatura.





