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Pensioni

Brutta sorpresa se andrai in pensione tra il 2023 e il 2024

Chi sono gli assicurati che avranno dei calcoli meno favorevoli per la pensione nell’anno in corso e nel prossimo

Pensione (Foto Pixabay – pensioniora.it)

Con le ultime settimane la discussione intorno a una riforma complessiva delle pensioni appare accantonata. Troppe le difficoltà in una fase di perdurante crisi economica, per affrontare una risistemazione del sistema previdenziale. Al momento non sembra esserci modo di superare la riforma Fornero senza mettere a rischio i bilanci dell’Inps.

Le modalità di accesso alla pensione attualmente sono diverse, tutte calcolano l’assegno pensionistico con il sistema misto. Questo prevede la liquidazione della pensione in parte con il retributivo, il restante con il contributivo. Dal 1996 infatti il sistema retributivo precedente, molto più favorevole ai lavoratori, che prendeva in considerazione gli ultimi anni di retribuzione, è stato sostituito da quello contributivo.

Pensione (Foto Pixabay – pensioniora.it)

Chi sarà penalizzato con le pensione 2023 e 2024

Con il sistema contributivo vengono calcolati l’ammontare complessivo dei contributi versati, l’età anagrafica del lavoratore, i coefficienti di trasformazione. Va ricordato che con il sistema misto si considerano la maggior parte delle pensioni in via di definizione in questa fase di transizione.

Ma il sistema misto attuale ha delle regole severe. Se si hanno più di 18 anni di contributi versati prima del 31 dicembre 1995, il calcolo retributivo si estende fino al 31 dicembre 2011. Questa formula garantisce chi detiene molti anni di contributi prima della riforma Dini (colui che introdusse il sistema contributivo, nel 1996).

Ma chi ha meno di 18 anni di contributi versati prima del 1995, anche per pochi mesi, avrà una pensione calcolata con il sistema retributivo fino al 31 dicembre 1995 e con il sistema contributivo per gli anni seguenti. Il risultato è un trattamento molto meno favorevole per i lavoratori interessati, perdendo molti anni di pensione calcolata con il più vantaggioso sistema retributivo.

Ad essere coinvolti in questi calcoli spiacevoli molti di quanti andranno in pensione proprio a cavallo del biennio 2023-24 che pur godendo del sistema misto, non hanno 18 anni anni completi di contribuzione prima del dicembre 1995. Ma questo è solo un assaggio delle difficoltà di quanti affronteranno la pensione con il contributivo puro.

Attualmente per una pensione di vecchiaia a 67 anni, saranno necessari almeno 20 anni di contributi, ma con un assegno calcolato 1,5 volte quello sociale vigente. Altrimenti occorrerà attendere di aver compiuto almeno 71 anni e con assegno basso.

Pubblicato da
Vincenzo Pugliano