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In pensione 5 anni prima: con questa novità ora si può

Ecco le modifiche apportate in sede di legge di bilancio alla norma che consente il prepensionamento per alcuni lavoratori

Pensione (Foto Adobe – pensioniora.it)

L’accesso alla pensione resta uno delle quesione principali per ogni lavoratore. Non casualmente la questione è al centro delle discussioni tra le parti sociali per consentire di riformare tutto il sistema previdenziale italiano. Cosa non semplice considerando le condizioni sociali, economiche e lavorative del Paese, contraddistinte la invecciamento costaste, inflazione e precarietà.

Attualmente l’ingresso alla pensione arriva in Italia attraverso vari strumenti la pensione di vecchiaia, quella anticipata in via ordinaria, l’anticipo per i lavoratori precoci, l’ape sociale, quota 103, opzione donna, quella anticipata per lavori usuranti o notturni. Quindi una serie di opportunità che variano a seconda di età anagrafica, anni di contributi, tipologia di lavoro, genere.

Andare in pensione con anticipo di 5 anni

Pensione (Foto Adobe – pensioniora.it)

Tra le altre modalità è stata prorogata, con alcune modifiche, la possibilità di accedere al cosiddetto contratto di espansione. Questo è uno strumento pensato per incentivare il ricambio generazionale nelle aziende e la riqualificazione del personale, consentendo un prepensionamento per lavoratori e aziende con i requisiti richiesti.

Il contratto di sospensione si articola in 2 possibilità:

  • la programmazione di riduzioni orarie o sospensione del personale dipendente a cui viene riconosciuta la cassa integrazione per un massimo di 18 mesi;
  • la risoluzione anticipata del contratto di lavoro per i dipendenti a cinque anni dal raggiungimento della pensione, nei quale il datore di lavoro versa un’indennità mensile di accompagnamento alla pensione.

La misura è erogata dall’Inps ma resta a carico dell’azienda. Queste dovranno avere almeno 50 dipendenti e sottoscrivere un accordo con le organizzazioni sindacali e l’adesione del lavoratore interessato al preponsionamento. Lo scivolo servirà a raggiungere la pensione di vecchiaia  (67 anni oltre a 20 anni di contribuzione) o quella anticipata ordinaria (41 anni e 10 mesi di contributi per le donne, 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini più una finestra di 3 mesi).

L’indennità che viene versata al lavoratore è pari all’assegno maturato dal dipendente al momento dell’inizio dell’indennità stessa. Tra i due modi per accedere alla pensione vi sono delle differenze: se si tratta di pensione di vecchiaia il datore di lavoro paga solo l’indennità pari alla pensione maturata al momento della fine del lavoro senza versare contributi. Se lo scivolo è per la pensione anticipata oltre all’indennità il datore di lavoro, verserà anche i contributi mancanti.

Pubblicato da
Vincenzo Pugliano