Il nuovo reddito di cittadinanza avrà regole simili ma ci saranno delle differenze nella platea dei beneficiari. Chi potrà usufruirne

Facciamo una breve ricapitolazione. Il reddito di cittadinanza è stato introdotto nel 2028 dal Governo pentastellato come misura di politica attiva. Nuovi protagonisti sarebbero dovuti entrare in gioco per aiutare i disoccupati a trovare lavoro. E qui (non) sono entrati in scena i navigator. Angeli salvifici, figure preziose di mediazione tra il disoccupato ed il tentacolare mondo del lavoro. Ma purtroppo, dopo aver vinto il concorso ed essere stati assegnati presso le varie destinazioni, i navigator sono stati liquidati. Anche complice la pandemia, che ha reso più difficili i contatti personali ed i colloqui di lavoro.
Dunque da politica attiva il reddito di cittadinanza si è trasformato in un ammortizzatore sociale a tutti gli effetti. Un sostegno al reddito molto utile, che ha fatto in modo che la crisi economica non sfociasse in crisi sociale (per ora). L’arrivo del Governo Meloni ha rimescolato le carte in tavola. Non più requisito di reddito per l’Rdc ma anche di età. Se nel nucleo familiare sono presenti membri occupabili, dunque dai 18 ai 59 anni, stop al reddito di cittadinanza. L’ultima mensilità sarà quella di luglio. Ci sono deroghe per le famiglie con minori, ultra sessantenni e disabili. Per loro il beneficio arriverà alla fine dell’anno.
Reddito di cittadinanza, chi non lo riceverà a luglio

Come preannunciato luglio è l’ultimo mese per gli ‘occupabili’. Che da agosto potrebbero non avere più nulla. A meno che non entrino a far parte di progetti per la ricollocazione, che includono tirocini e formazione obbligatoria. Dal 2024 il reddito di cittadinanza cambia identità: si chiamerà reddito di inclusione. Chi nel mese di luglio non si vedrà accreditare l’assegno dell’Rdc probabilmente è perché rientra nel mese di sospensione previsto dopo l’erogazione di 18 mesi consecutivi.
Se continuerà ad averne diritto, potrà nuovamente inviare la domanda per il mese di agosto. Durante questo mese, se si tratta di un titolare Rdc che ha anche diritto all’assegno unico, e che dunque percepisce assegno unico su Rdc, può richiedere l’assegno per i figli indipendentemente dal mese di sospensione per il reddito di cittadinanza. Se il soggetto occupabile sottoscrive il patto di inclusione, può continuare ad avere l’Rdc fino a fina anno. Solo a determinate condizioni. Altrimenti dopo il mese di luglio niente più. Il patto con il centro per l’impiego non implica solo benefici ma anche oneri.
RdC: cosa succederà dal 2024

Il mese di luglio è cruciale perché potrebbe essere l’ultimo. Difatti gli occupabili avevano in previsione per il 2023 solo sette mesi di erogazione. L’ultima delle quali è appunto luglio. Le altre famiglie, con un membro disabile, minore o ultrasessantenne potranno ricevere l’Rdc fino alla fine, ovvero a dicembre 2023. Dal 2024 ci saranno prestazioni alternative a sostegno di famiglie con disabili, ed arriverà l’assegno di inclusione, destinato esclusivamente ad ultrasessantenni e minori di 18 anni. Gli altri dovranno provvedere a trovare un lavoro qualsiasi per poter sopravvivere, anche se non vicino alla propria professionalità.





