La pensione di cittadinanza è parente stretta del reddito di cittadinanza, che ha subito un forte taglio nel 2023

Le nuove regole in merito al reddito di cittadinanza ed alla pensione di cittadinanza sono state ripetute varie volte. Tuttavia, dipendentemente dal caso specifico, ogni beneficiario può avere dei dubbi in merito. Il reddito di cittadinanza andrà in pensione alla data del 31 dicembre 2023. E per molti percettori anche prima. Difatti i cosiddetti occupabili, ovvero i soggetti abili al lavoro con età compresa tra i 18 ed i 59 anni, per quest’anno potranno usufruire del beneficio per soli sette mesi. La cui ultima erogazione corrisponde al mese di luglio.
Da agosto, gli ex beneficiari dell’accredito su Rdc non si vedranno accreditare più nulla. A meno che non entrino a far parte dei programmi pubblici per la ricollocazione, firmando il patto per l’inclusione ed accettando la prima proposta lavorativa messa sul piatto, a prescindere dalla congruenza della stessa con la propria figura professionale. Mentre le famiglie che hanno al loro interno almeno un componente minorenne, ultra sessantasettenne, o disabile, potranno continuare a percepire l’assegno come in precedenza, seguendo le regole dello scorso anno, i 18 mesi consecutivi ed il mese di sospensione intermedio. E per quanto riguarda la pensione di cittadinanza?
Pensione di cittadinanza: requisiti ed importi 2023

La pensione di cittadinanza è la versione del reddito di cittadinanza per gli anziani che riescano a dimostrare un reddito ISEE davvero basso. Dunque anche in presenza di pensione indiretta molto bassa, di assegno sociale o di reversibilità può essere richiesta la pensione di cittadinanza. Essa spetta ai cittadini ultrasessantasettenni come integrazione al reddito del nucleo familiare, ed anche nel caso in cui ci siano disabili gravi anche se con età inferiore a 67 anni. Sostanzialmente è il reddito di cittadinanza oltre una certa età. L’importo è determinato da vari fattori a cui applicare una scala di equivalenza.
Gli elementi che condizionano l’importo sono la presenza ed il numero dei componenti del nucleo familiare; la loro eventuale condizione di svantaggio fisico o psicologico; un canone di locazione, a cui la pensione di cittadinanza compensa con un massimo di 1.800 euro annui. Inoltre è importante che nessuno dei componenti del nucleo abbia beni durevoli pregiati, quali auto oltre una certa cilindrata o imbarcazioni.
La pensione di cittadinanza è esente a dichiarazione Irpef. L’importo varia da un minimo di 480 euro annui ad un massimo di 9.360 euro annui. La richiesta può essere fatta in diverse modalita, tra cui telematicamente, nel portale nell’INPS, accedendo con le proprie credenziali; in alternativa ci si può collegare al portale governativo dedicato al reddito di cittadinanza; presso poste italiane; tramite Caf o patronato.
Cosa succederà nel 2024

Dunque da queste premesse, e ripetendo che la pensione di cittadinanza è a tutti gli effetti un’estensione del reddito di cittadinanza, appare chiaro che la misura verrà erogata fino a fine anno. Difatti la sospensione dopo il mese di luglio è destinata agli occupabili dai 18 ai 59 anni. La pensione di cittadinanza è rivolta ai cittadini dai 67 anni in poi. Che di conseguenza avranno la tutela di riceverla fino a fine anno. Dopodiché decadrà come il reddito di cittadinanza. E forse verranno implementate delle misure alternative per tutelare i soggetti fragili.





