Verificare lo stato della propria condizione contributiva è importante anche ai fini di una strategia migliore. Il portale INPS
Da quando c’è stata la ‘rivoluzione’ previdenziale, che non è stata improvvisa bensì graduale, lentamente andare in pensione con una buona cifra è diventato sempre più complicato. Innanzitutto per il passaggio da un sistema puro retributivo al contributivo, che considera in termini pensionistici esclusivamente quanto è stato versato di contributi, a prescindere dalla retribuzione. Chi ha iniziato a versare contributi prima del 1997 ha ancora delle condizioni favorevoli. Le nuove generazioni dovranno spendersi copiosamente in lavoro e denaro per poter ottenere una pensione dignitosa. Al momento si può andare in pensione a 67 anni con minimo 20 anni di contributi.
Ed anche qui ci sono delle ulteriori condizioni. Il contribuente deve percepire assegno pensionistico corrispondente almeno ad una volta e mezzo il trattamento minimo, ovvero per quest’anno deve avere un assegno pensionistico di almeno 690,42 euro, corrispondenti a 8.975,46 euro annuali. In assenza di esso, dovrà continuare a lavorare fino a 71 anni o almeno fino al raggiungimento di tale cifra. Se a 71 anni non l’ha raggiunta, la pensione spettante sarà la minima. Questi sono i presupposti. In realtà esistono talmente tante variabili da far girare la testa. Si può anche accedere a delle forme previdenziali private per alzare il montante contributivo.
Altre strategie possono essere messe in atto da ogni contribuente. Anche perché per i lavoratori attuali, in particolare coloro che sono iscritti alla gestione separata INPS, il calcolo previdenziale è puramente contributivo. Dunque si deve implementare per tempo una pianificazione pensionistica che possa convenire al contribuente e che gli consenta una tranquillità economica anche dopo essere andato in pensione. Per fare ciò è necessario che si conosca e si controlli mano mano la propria situazione contributiva.
È possibile farlo direttamente tramite il portale INPS. Il documento si chiama estratto conto contributivo. Utile e necessario ai fini del calcolo pensionistico, l’estratto conto contributivo tiene traccia di ogni contributo versato, anno e datore di lavoro. Per recuperarlo di deve accedere al portale INPS tramite le chiavi digitali Spid o carta d’identità elettronica. Dopo l’accesso si deve cercare la voce “servizi per il cittadino“. Da lì cliccare “Pensioni ed altre prestazioni previdenziali“, ed infine “Consultazione dell’estratto conto contributivo“. Per scaricarlo è necessario inserire il proprio codice fiscale, ed anche il periodo di riferimento che di vuole controllare. In alternativa si può contattare l’INPS.
Se si ha un minimo di dimestichezza con documenti di questo tipo, quali ad esempio la busta paga, non è difficile decifrare l’estratto conto contributivo. In alto a sinistra, nell’intestazione, sono presenti i dati anagrafici ed i riferimenti INPS del lavoratore. Per ogni voce contributiva sono presenti il datore di lavoro, la sua partita iva ed il periodi di riferimento del lavoro svolto. Dopodiché vengono mostrate le due voci più importanti: i contributi. Da una parte quelli a carico del datore di lavoro, e dall’altra quelli a carico del lavoratore. Alla fine si trova la somma con il totale contributi.