Il minimo errore fa la differenza sui dati del modello 730, ma non solo: ogni omissione. è una responsabilità che può portare a serie e gravi sanzioni
In questi primi giorni che hanno aperto il mese di luglio stanno volgendo al termine le consegne dei ratei delle pensioni INPS presso gli uffici postali. Si sta chiudendo in questo modo una sessione di erogazioni non priva di importanti novità. Infatti, nonostante qualche abituale ritardo legato alle chiusure del calendario solare su quello previdenziale, alcuni pensionati sono stati ripagati dell’attesa e della pazienza.
Tale tornata previdenziale ha visto aggiungersi erogazioni extra sui consueti ratei di competenza. In primis, sono finalmente stati onorati gli attesissimi crediti destinati alle pensioni minime; si tratta degli indici di incremento scaturiti dall’adeguamento ISTAT sui prezzi dei beni al consumo, secondo l’attuale stato dell’inflazione, ampiamente annunciati nello scorso gennaio nel contesto della Legge di Bilancio 2023.
I percettori delle pensioni minime hanno potuto beneficiare, dunque, dei due indici stabiliti nella legge di bilancio, secondo i seguenti requisiti di pensionamento: 1,5% di aumento per i percettori fino a 75 anni; 6,4% per i pensionati over 75, in grado di percepire da questo mese in poi un rateo mensile complessivo il cui importo tocca quasi i 600 euro. Inoltre, anche le pensioni mimine, come gli altri trattamenti previdenziali, sono sottoposte sotto una generale revisione.
Anche quest’ultima ha prodotto un’integrazione contestuale, tradotta in termini economici in punte di 655 euro, in taluni casi, in considerazione di fattori di anzianità e di reddito. Indubbiamente, i pensionati minimi sono tra coloro che hanno inoltre beneficiato dell’altra, più onnicomprensiva integrazione: la quattordicesima INPS. La rata integrativa, erogata tra il 1° e il 3 luglio, ha coinvolto i cedolini INPS di coloro che sono in possesso di redditi annui fino a una volta, oppure a una volta e mezza il trattamento minimo.
Pertanto, anche tra questi ultimi, assieme a tanti lavoratori dipendenti e autonomi, ed altri pensionati più o meno agiati, sono stati chiamati all’annuale obbligo relativo alla presentazione della dichiarazione dei redditi. Con il mese di luglio ci si avviene all’inizio della fine: il termine ultimo per la presentazione telematica dei modelli 730, è per il 20 luglio. I contribuenti che hanno inoltrato i modelli precompilati dall’Agenzia delle Entrate, saranno anche i primi, eventualmente, a ricevere i rimborsi dei crediti d’imposta.
Tutti gli altri contribuenti vedranno accreditarsi i crediti d’imposta nei cedolini INPS (se pensionati) o nelle buste paga (se lavoratori dipendenti) tra il mese di agosto e la fine di novembre. Comunque, fino alla chiusura ufficiale dell’adempimento, da parte di coloro che stanno completando la fase di compilazione, l’attenzione da dedicare dev’essere massima: anche i dati, i giustificativi delle spese detraibili consegnati ai CAF o al commercialista devono essere chiari, senza ombre. E come tali esposti nelle debite caselle dei modelli.
La responsabilità di un patronato o di una commercialista è davvero molto relativa se viene appurata l’intenzione da parte dell’intestatario della dichiarazione di omettere qualcosina per pagare meno tasse. La mancata dichiarazione di una parte dei redditi porta infatti al pagamento di una sanzione fino al 200% dell’importo non dichiarato. Se l’omissione, o l'”errore”, è ricondotta ad un tentativo di evasione fiscale, allora scatta il reato penale, che prevede la reclusione, il pagamento di multe salatissime e dei relativi costi legali per il processo. In ogni caso, l’Agenzia delle Entrate emette le sue multe amministrative (dal 120% al 240% sulle imposte dovute, e sanzioni da 258 euro a 1.032 euro), integrate degli interessi. Per evitare ciò, si può ricorrere al modello 730 rettificativo o integrativo, e al modello Redditi correttivo, da inviare entro il 31 ottobre 2023.