Limite reddito per avere invalidità civile al 100%

Le persone che soffrono di una qualche disabilità sono più di un milione e molti di questi possono richiedere l’invalidità civile

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requisiti pensione invalidità 2023 (Foto Pixabay-pensioni.it)

I cittadini italiani che soffrono di una qualche disabilità sono oltre un milione. Spesso di tratta di una invalidità lieve che non compromette del tutto la vita delle persone mentre, in altri casi, si tratta di una invalidità grave tale da richiedere l’aiuto di parenti o cargiver anche per compiere le azioni più semplici come mangiare e lavarsi.

Gli invalidi che hanno tra i 18 ed i 67 anni e che soddisfano vari requisiti sia sanitari che amministrativi previsti dalla legge possono fare richiesta per l’invalidità civile e ottenere così un trattamento pensionistico. Si tratta di una prestazione economica destinata a coloro i quali è riconosciuta una inabilità lavorativa totale (100%) e permanente (invalidi totali), e che si trovano in stato di bisogno economico.

Pensione invalidità, il limite reddituale per ottenerla nel 2023

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requisiti pensione invalidità 2023 (Foto Adobe-pensioni.it)

La pensione di invalidità è corrisposta per 13 mensilità a partire dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda o, eccezionalmente, dalla data indicata dalle competenti commissioni sanitarie. Per quanto riguarda il 2023 il suo importo è di 313,91 euro e il limite di reddito personale annuo per ottenerla è pari a 17.920,00 euro.

La pensione di invalidità può essere richiesta da chi ha una età compresa tra i 18 ed i 67 anni; ha la cittadinanza italiana; per i cittadini stranieri comunitari: iscrizione all’anagrafe del comune di residenza; per i cittadini stranieri extracomunitari o da chi ha la residenza stabile e abituale sul territorio nazionale.

Inoltre il richiedente deve non superare la soglia ISEE di 17.920 euro come detto e deve avere una inabilità totale o permanente pari al 100%. La pensione spetta anche se l’invalido è ricoverato in un istituto pubblico che provvede al suo sostentamento ed è compatibile con le prestazioni erogate a titolo di invalidità per causa di guerra, di lavoro o di servizio, purché sia stata riconosciuta per una patologia o menomazione diversa.

Ricordiamo che, nel caso in cui l’invalido totale ha superato i 67 anni, non perde la pensione di invalidità ma che questa si trasforma nell’Assegno Sociale. Per ottenere la prestazione è necessario, in primis, che la minorazione sia stata riconosciuta nel verbale rilasciato dall’apposita commissione medico legale al termine dell’accertamento sanitario.

Nella domanda che sarà poi inviata all’INPS l’interessato deve inserire i dati socioeconomici come gli eventuali ricoveri, svolgimento di attività lavorativa, dati reddituali, indicazione delle modalità di pagamento e della delega alla riscossione di un terzo o in favore delle associazioni. L’iter di riconoscimento si conclude con l’invio da parte dell’INPS del verbale di invalidità civile tramite raccomandata A/R o all’indirizzo PEC, se fornito dall’utente, e resta disponibile nel servizio Cassetta postale online.

L’interessato dovrà presentare apposita domanda direttamente online sul sito dell’INPS, accedendo al servizio tramite le proprie credenziali, oppure tramite un ente di patronato o un’associazione di categoria (ANMIC, ENS, UIC, ANFASS). Il termine ordinario per l’emanazione dei provvedimenti è stabilito dalla legge n. 241/1990 in 30 giorni. In alcuni casi la legge può fissare termini diversi.

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