Come funziona il bonus libri: chi può averlo

Il credito messo a disposizione dallo Stato per l’acquisto di ciò che è necessario allo studio verrà destinato alle famiglie in possesso di questi criteri

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Bonus libri scolastici (Foto Adobe – pensioniora.it)

Per via della consueta autonomia in merito ai calendari scolastici, non tutte le Regioni hanno riaperto i propri istituti nel medesimo giorno: il ritorno fra i banchi di scuola è toccato prima di tutti gli altri agli studenti della Provincia di Bolzano, ossia il 5 settembre. Per l’inizio diffuso delle lezioni bisognerà attendere il 15 settembre, mentre alcune scuole riapriranno poco prima o poco dopo.

Come ogni anno, anche dopo le vacanze di questa estate si ripresenta puntuale l’emergenza su migliaia di cattedre ancora da coprire tramite le graduatorie del Ministero dell’Istruzione (al netto di rinunce, ricorsi e vertenze). Si tratta di una matassa assai complessa da dipanare, considerando il farraginoso sistema che tiene in piedi la burocrazia in ambito della scuola pubblica e il notevole esercito (mai abbastanza sufficiente) del personale scolastico ed extrascolastico da gestire.

Bonus libri, ecco in che modo è fruibile 

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Bonus libri scolastici (Foto Adobe – pensioniora.it)

Ovviamente gli aspetti della dimensione scolastica non si esauriscono tra le necessità e le vicissitudini (e sono tante) del settore istituzionale, quanto nel complesso delle esigenze della controparte: gli studenti, i loro genitori; le annesse aspettative degli uni e degli altri. Oltre alle attese, però, vi è una realtà dei fatti indiscutibile: il lato economico, la spesa che la scuola obbligatoria comporta sui bilanci delle famiglie italiane.

Certo, di fronte all’importanza dell’istruzione, ogni opinione contraria è superflua senza una credibile alternativa nella costruzione del futuro dei singoli cittadini e della società tutta. D’altro canto, però, la strada da spianare circa il diritto di studio non è priva di insidie nonostante l’apparente blindatura dell’istruzione quale basilare prerogativa costituzionale, assieme al lavoro e l’eguaglianza dei cittadini e delle possibilità di affermazione offerta.

Come funziona il bonus libri: ecco chi ne potrà beneficiare

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Bonus libri scolastici (Foto Adobe – pensioniora.it)

Sin dall’emergenza sanitaria da Coronavirus, i contraccolpi sulla scuola e sui suoi studenti (sotto il profilo della formazione) sono stati numerosi (come è noto) e affrontati come si è potuto, ricorrendo anche ad iniziative prese da singoli presidi e direttori scolastici, ma dove al centro delle alternative ha padroneggiato l’utilizzo della cosiddetta DAD, la didattica a distanza. L’eredità qualitativa di questa modalità emergerà nei prossimi anni, quando si esprimerà a pieno la personalità intellettuale dello studente.

In chiave più materiale, restano in piedi tutte le difficoltà economiche scaturite dalle ultime esperienze di crisi, non ultima per importanza, il drastico calo del potere d’acquisto consumatosi diffusamente nelle famiglie meno avvantaggiate. Sul fronte scolastico, esse si esprimono nelle insormontabili criticità familiari nell’affrontare in particolar modo l’acquisto dei testi scolastici e del materiale scolastico.

In tale chiave, il Ministero dell’Istruzione mette a disposizione un buono libri a favore dei nuclei più colpiti dall’inflazione e dal periodico (ricorrente nel mese di settembre) caro scuola. Per l’anno scolastico 2023/24, il bonus per i testi scolastici è destinato alle famiglie degli alunni iscritti alle scuole secondarie di primo e secondo grado (medie e superiori), compresi gli istituti paritari e gli istituti professionali.

Sebbene i requisiti del bando di richiesta e le peculiarità dell’incentivo siano differenti da Regione a Regione, il credito messo a disposizione si attesta tra i 150 e i 200 euro, sulla base di ISEE familiari massimi compresi tra i 6mila (come in Calabria) e – addirittura – i 20mila euro (come in Sardegna, dove il tetto ha superato quello di Lazio, Veneto, Umbria e di tutte le altre Regioni). Il bonus può essere richiesto recandosi presso gli uffici del Comune di residenza.