Bonus 200 euro: per questa categoria l’accredito è automatico

Niente domande, niente autodichiarazioni o autocertificazioni; per questi lavoratori l’INPS paga in automatico. Di chi stiamo parlando

Bonus 200 euro: per questa categoria l'accredito è automatico
Bonus 200 euro (Foto Adobe)

I primi a beneficiare del Bonus 200 euro sono stati i pensionati. In realtà, con essi non stiamo indicando l’intera platea di anziani contribuenti ma comunque si tratta di una buona fetta di essi: il criterio in base al quale l’INPS ha assegnato la nota somma una tantum è principalmente il possesso di un reddito annuo fino a un massimo di 35.000 euro percepiti. L’erogazione è stata (o verrà, per i restanti) effettuata direttamente sui cedolini e senza alcuna preventiva richiesta da parte dei cittadini interessati.

L’Ente previdenziale ha infatti proceduto al pagamento diretto, i pensionati coinvolti non hanno dovuto far altro che constatare la presenza dell’importo assieme a quella del rateo mensile; tant’è che un’eventuale restituzione spetta a quegli stessi pensionati, i quali sono obbligati a segnalare se, nel corso dell’anno successivo a quello di riferimento del reddito, hanno ricevuto integrazioni tali da superare la soglia stabilita dal bonus.

Bonus 200 euro, chi lo riceverà prossimamente senza presentare la domanda

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Bonus 200 euro (Foto Adobe)

Il Bonus 200 euro, che nell’intento del governo deve raggiungere quei soggetti maggiormente danneggiati dall’aumento del costo delle bollette, causato dal caro energia, e dei prezzi sui beni di consumo, è stato definito con i Decreto Sostegni bis e attraverso l’Istituto di Previdenza sta entrando nelle finanze di molti italiani. Secondi per le tempistiche stabilite, infatti, ci sono i lavoratori dipendenti, una parte dei lavoratori a autonomi e infine i percettori del Reddito di Cittadinanza.

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Gli accrediti sulle pensioni sono iniziati a giugno scorso e vedono un lento esaurirsi, con le erogazioni verso alcuni dei percettori del trattamento rimandate al mese successivo; ed è presumibile che i pagamenti si possano protrarre fino al prossimo mese di ottobre. La ragione dei ritardi è una: la limitata disponibilità di credito nelle casse INPS. Dall’inizio di settembre sono iniziati i pagamenti verso le partite iva, i percettori RdC e i collaboratori domestici.

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Per questi ultimi lavoratori, il contributo deve essere richiesto presentando un’apposita domanda. A niente di ciò devono provvedere i collaboratori sportivi, da poco inseriti nella lista dei beneficiari del Governo. Il bonus una tantum sarà erogato dalla società Sport e Salute SpA (azienda pubblica controllata dal MEF) agli stessi soggetti che hanno ricevuto una delle indennità Covid 2020 o 2021. Ancora non sono stati avviati i pagamenti – che saranno dunque automatici – in quanto l’Azienda sta incrociando i suoi dati con l’INPS per evitare elargizioni sovrapposte.

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