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Pensione INPS | Lavori da prima del 1996? – Cosa cambia

La pensione di vecchiaia è un traguardo che si raggiunge a 67 anni di età: ruolo fondamentale giocano i contributi…

pensione vecchiaia contributi 1996 (Foto Adobe)

Sono settimane concitate per il governo Meloni che sta aspettando il via libero definitivo da Camera e Senato per quanto riguarda la Legge di Bilancio 2023. All’interno della suddetta legge ci sono anche tutte le novità che riguardano la Riforma Pensioni che interessa decine di migliaia di persone che si apprestano ad uscire dal mondo del lavoro.

La nuova Riforma Pensioni è infatti fondamentale per evitare che si ritorni alla Legge Fornero che prevede il pensionamento a 67 anni con 40 anni di contributi. Dopo il pensionamento di Quota 102 che avverrà il 31 dicembre 2022 il nuovo governo deve quindi assolutamente mettere a punto nuove norme di uscita dal mondo del lavoro.

Pensioni, cosa accade a coloro che hanno contributi prima del 1996

pensione vecchiaia contributi 1996 (Foto Adobe)

Nonostante il fatto che si pensa che i paletti di pensionamento per la pensione di vecchiaia sono sempre di 67 anni, in realtà questi cambiano in base al versamento del primo contributo e all’importo dell’assegno. Questo accade per tutti coloro che ricadono nel sistema contributivo puro.

Varie persone che stanno per lasciare il mondo del lavoro si chiedono se è possibile andare in pensione con 20 anni di contributi percependo la pensione minima. Per tutti coloro che hanno contributi versati prima del 1996 non si pone nessun problema dal momento che bastano 67 anni e 20 anni di contributi per avere diritto alla pensione anche se integrata al minimo.

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Le cose, invece, sono diverse per coloro i quali hanno iniziato a lavorare a partire dal 1996 per cui non hanno nessun contributo prima di quella data. Tutte le persone che rientrano in questa problematica devono avere tre requisiti da soddisfare: 67 anni di età; 20 anni di contributi e l’importo della pensione spettante pari o superiore a 1,5 volte l’assegno sociale INPS.

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Tutti coloro che non riescono a soddisfare il requisito dell’importo della pensione pari o superiore a 1,5 volte l’assegno sociale non potranno accedere alla pensione a 67 anni. Dovranno quindi attendere il compimento dei 71 anni per avere la pensione di vecchiaia contributiva indipendentemente dall’importo. In questo caso, però, non spetta l’integrazione al trattamento minimo.

Dunque, ricapitolando, coloro che hanno iniziato a lavorare prima del 1996 potranno avere la pensione minima al compimento di 67 anni e con 20 anni di contributi. Coloro invece che hanno iniziato a lavorare dal 1996 in poi, l’accesso alla pensione a 67 anni dipende dall’importo dell’assegno: nel caso in cui non sarà soddisfatto bisognerà lasciare il mondo del lavoro a 71 anni.

Pubblicato da
Ramona Buonocore