Ai pensionati conviene trasferirsi qui | L’assegno aumenta

Vi sono Paesi in cui il rateo pensionistico diventa un vero e proprio tesoro mensile grazie a un insieme di fattori. Di cosa si sta parlando

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Pensionati all’estero (Foto Adobe)

In questi giorni è in conclusione la consegna dei ratei delle pensioni presso gli uffici postali, secondo il calendario INPS organizzato per ordine alfabetico dei cognomi degli anziani contribuenti. Con la presente mensilità, gli importi sono affiancati dal pagamento dei bonus di supporto agli aumenti delle bollette energetiche, quali il bonus da 200 euro (per chi non l’ho ancora ricevuto) e il bonus da 150 euro, inaugurato a novembre.

Insieme ai lavoratori dipendenti, alle partite IVA, nonché ai percettori di indennità e del Reddito di Cittadinanza, questi aiuti economici supportano i redditi annui fino – rispettivamente – a 35mila e 20mila euro. Pertanto, diversi cittadini hanno potuto usufruire di entrambi le erogazioni INPS. A ciò, dallo scorso mese di novembre si è consolidato l’aumento degli importi dato dall’adeguamento ISTAT. 

Ai pensionati conviene trasferirsi qui, ecco perché la pensione è più alta

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Pensionati all’estero (Foto Adobe)

L’adeguamento degli indici ISTAT sui prezzi al consumo, anticipato di un trimestre rispetto alla consuetudine (con il Decreto Aiuti bis del governo Draghi) per calmierare gli effetti della galoppante inflazione, ha garantito una revisione degli assegni pensionistici con aumenti del 2 per cento, con aliquote variabili a seconda dei redditi. Già dal 1° gennaio 2023, però, si avrà un nuovo adeguamento, pari all’8 per cento, onde evitare l’impatto a due cifre percentuali sulle casse previdenziali sotto pressione.

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Alcuni pensionati, in verità, hanno saputo valorizzare al meglio il proprio assegno mensile, puntando semplicemente su un contesto fiscale favorevole: insomma, hanno optato per il trasferimento all’estero. Non pochi attempati italiani hanno sottoposto l’ingresso della pensione presso un Paese straniero, alla fiscalità agevolata che promuove quest’ultimo. In Europa, è senza dubbio la Grecia, la nazione che meglio accoglie previdenzialmente i pensionati italiani.

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Se in Italia, sovente la pressione fiscale sulle pensioni tocca punte del 23 per cento, causando nei ratei minimi un vero problema di soglia della povertà, la tassazione agevolata greca applica un’imposizione del 7 per cento, restituendo dunque un guadagno del 16 per cento; e per ben quindici. Tale sistema vale soltanto per gli ex dipendenti del settore privato, poiché la convenzione sottoscritta con l’Italia sottopone la pensione dei dipendenti pubblici alla tassazione del Paese di provenienza.