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Pensioni

In pensione con 40 anni di contributi | Perché in realtà non conviene

Le formule di pensione anticipata sono diverse, e coprono differenti casi di lavoratori che si approssimano alla fine della carriera

Contributi (Foto Pixabay)

Il tema della pensione è piuttosto arduo. Per la fine del 2023 il nuovo Governo ha previsto una riforma previdenziale, che diventi strutturale e vada a sostituire la Legge Fornero. Nelle ipotesi la pensione per tutti con 41 anni di contributi. D’altronde è già parecchio tempo che si va sempre più verso una pensione puramente contributiva, tralasciando il fattore retributivo, che in passato aveva un valore nella determinazione dell’importo mensile della pensione.

Per il momento l’unica conferma arriva per la Quota 103, che cosente di andare in pensione con 41 anni di contributi e 62 di età. Dunque per quei lavoratori che hanno iniziato a lavorare a 21 anni, con una continuità nel versare i contributi, sia autonomamente che da parte del datore di lavoro. Tuttavia, come accennato, potrebbero cambiare le regole a fina anno con la riforma previdenziale. Cosa c’è da aspettarsi?

Pensione anticipata, contributi per il 2023

Contributi (Foto Pixabay)

Gli analisti e gli esperti del settore già stanno facendo calcoli e previsioni. A parte la Quota 103, fino alla riforma previdenziale, possono andare in pensione anticipata, dunque senza dover raggiungere i 67 anni di età, altre categorie di lavoratori. Ad esempio i lavoratori precoci, con 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini, e 41 anni e 10 mesi per le donne. Per loro non c’è vincolo di età. A quanto pare verranno riconfermate le formule di Opzione donna e APE sociale.

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Solo che per molti non risultano convenienti. Fare un discorso generale, senza poter analizzare caso per caso non è semplice. Tuttavia è bene che ogni lavoratore si faccia i propri calcoli prima di fare una scelta così importante ed irreversibile. Ad esempio l’opzione donna, consente di andare in pensione dai 58 anni di età a chi ha avuto due o più figli, ed a 59 anni con un solo figlio, o a 60 per tutte le altre lavoratrici, potrebbe non essere conveniente con 40 anni di contributi. Difatti la penalizzazione sull’importo non è da poco.

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Stesso discorso per l’APE sociale, che fino al compimento dei 67 anni non dà diritto alla tredicesima. Attendendo un anno in più, con la pensione per tutti a 41 anni di contributi, si può beneficiare di tutti i diritti del pensionato.

Pubblicato da
Giulia Borraccino