Paradosso Bancomat | Cosa può accadere se prelevi pochissimo

Se prevalgono alcune precise condizioni, la scarsità di prelevamenti allo sportello può diventare un problema. Di cosa si sta parlando

cosa succede se prelevi troppo poco al bancomat
Prelievo bancomat (Foto Adobe)

Nel periodo natalizio, come è noto, aumentano in termini esponenziali gli acquisti. Il segno dei tempi, oggi, si traduce nel ricorrere sempre più frequentemente alle piattaforme telematiche di e-commerce, dove l’ampia scelta di qualsiasi articolo è pressoché improponibile negli spazi reali di un negozio. E spesso le vetrine virtuali sfruttano i maggiori margini di scontistica derivanti dalla larga disponibilità, per attrarre nuova clientela.

Grazie ad una maggiore sicurezza nelle certificazioni che “proteggono” i siti web presso i quali avvengono transazioni di denaro, nuovi utenti hanno superato le barriere del dubbio verso la virtualità della condotta d’acquisto. Dalla esperienza maturata dopo l’emergenza sanitaria, un numero crescente di clienti si è spostato dalle aree commerciali su strada a quelle sterminate del web.

Paradosso Bancomat, cosa succede se si preleva di rado

cosa succede se prelevi troppo poco al bancomat
Prelievo bancomat (Foto Adobe)

Con il commercio on line, ovviamente, sono salite le statistiche complessive dei pagamenti elettronici, concentrando dunque una sempre maggiore attenzione – da parte degli istituti di credito – verso le carte magnetiche a supporto delle giacenze depositate. Un utilizzo che si estende ai profili telematici dei pagamenti protetti, quanto presso gli esercizi commerciali stessi, dove il contante viene gradatamente spodestato dall’uso del dispositivo POS.

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Di fatto, però, a partire dai primi giorni di dicembre, almeno nelle grandi città, scatta la famigerata corsa ai regali, che coinvolge tutte le realtà più concreti: negozi, strade dello shopping, centri commerciali. E non è affatto detto che si ricorra ai soli pagamenti digitali. Ancora molte persone sono affezionate all’uso del contante, innanzitutto perché si dipana qualsiasi rischio di clonazione o di semplice ma sgradevole smagnetizzazione della carta.

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Per le piccole spese (ma neanche poi tanto piccole), i contanti sono ben accetti dai quei commercianti vessati dalle eccessive commissioni che spesso superano gli importi degli stessi piccoli acquisti. Resta comunque una solida “tradizione” quella di assistere alle lunghe file allo sportello bancomat. Eppure non tutti i correntisti sanno che anche fare “troppa” economia può essere un rischio. O meglio, nell’arco di un anno, si possono effettuare pochissimi prelievi (senza dimenticare coloro che quasi non ricorrono agli sportelli ATM). Lo sbilanciamento con accrediti frequenti di somme può dare adito a possibili valutazioni su somme in entrata o addirittura su pagamenti a nero. Ecco dunque che la banca o qualunque altro istituto di credito, può avviare le verifiche interne o segnalare il poco trasparente caso ai controlli del Fisco.