Rinnovo assegno unico, cosa bisogna fare quindi a gennaio?

Dal prossimo anno, le famiglie interessate dal riconoscimento dovranno provvedere alla prassi di rinnovo al sostegno. Ecco come

assegno unico rinnovato a gennaio
Assegno Unico e universale (Foto Adobe)

Nel corso dell’ultima manovra di bilancio presentata dal governo Meloni, sono state prese decisioni volte fondamentalmente ad unico obiettivo: contrastare l’impoverimento delle famiglie causato dall’esorbitante aumento delle bollette energetiche. Il rafforzamento e la modifica di alcune misure di sostegno sono avvenute nell’ottica di razionalizzare le risorse economiche in vista di nuove emergenze dettate dall’evoluzione della crisi del gas e dell’inflazione. 

Tali cambiamenti avverranno con l’inizio del prossimo anno, quando gran parte delle decisioni esposte in manovra si tramuteranno nell’imminente legge di bilancio. Ad esempio,  si riverseranno le modifiche al Reddito di Cittadinanza, che vedrà stravolta la sua platea: il beneficio passa da 18 mesi rinnovabili a soli 8 mesi non rinnovabili, suscettibili di revoca anticipata al rifiuto dell’unica offerta professionale da parte del Centro dell’Impiego. Nel frattempo, anche i percettori di NASPI, indennità varie e altri sussidi, possono integrare il loro reddito col rinnovo dell’Assegno Unico e universale.

Rinnovo assegno unico, a cosa devono provvedere le famiglie che beneficiano dell’assegno? 

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Assegno Unico e universale (Foto Adobe)

Nello scorso ottobre, mentre il lavoro del governo Draghi andava volgendo verso la conclusione, una delle istanze che sarebbero rimaste inevase ma urgenti – e al quale il nuovo esecutivo avrebbe dovuto fornire un immediato riscontro, è stata rappresentata dal futuro dell’Assegno Unico e universale. In dubbio, sostanzialmente, c’era il suo rinnovo, il suo rifinanziamento.

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La fondamentale misura per le famiglie di lavoratori dipendenti, con figli fino al conseguimento del 21° anno di età o figli disabili in assenza di limiti anagrafici a carico, vedrà dal 1° marzo 2023 l’erogazione della seconda annualità. Al suo interno vi è il nuovo assetto del rateo mensile pari a 175 euro per lo scaglione “secco” fino a 15mila euro di ISEE; nulla cambia per la progressiva distribuzione rispetto alla soglia reddituale annua di 40mila euro.

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Ancora per i nuclei al di sopra del reddito 40mila euro posseduto annualmente, viene riconosciuto per ogni figlio un assegno mensile fisso di 50 euro. Dal 1° gennaio 2023, partirà la tornata dei rinnovi per il riconoscimento del sostegno economico. Le domande dovranno pervenire entro il 28 febbraio 2023. Occorre inoltre l’invio di un nuovo modello DSU per l’ISEE se entro il 31 dicembre di quest’anno si registra una variazione reddituale tale da comportare l’altrettanta variazione dello scaglione.