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Pensioni

Ricovero anziani lunga degenza | Possono avere pensione di cittadinanza?

Ecco come risponde l’INPS sui criteri di concessione della Pensione verso i redditi più bassi in caso di ricovero prolungato. I dettagli

Anziani in lungo degenza (Foto Adobe)

Mentre si procede speditamente verso la fine dell’anno, si stanno gradualmente esaurendo gli effetti – almeno per la presente annualità – di alcune misure strutturali della previdenza nazionale. In particolare, si tratta di importanti supporti che scaturiscono un vero e proprio impatto sociale nelle fasce economicamente più deboli. Si attendono, ad esempio, gli effetti del nuovo Reddito di Cittadinanza, riscritto dal governo Meloni nell’ultima manovra di bilancio.

Dal 1° gennaio 2023, infatti, la platea del Reddito di Cittadinanza così come è oggi conosciuta subirà una notevole riduzione, a causa delle modifiche nei criteri di accesso e di durata del supporto economico in vigore dal 2019: i precedenti 18 mesi non rinnovabili si ridurranno ad 8 mesi senza rinnovo, con l’opzione di stop anticipato se il lavoratore rifiuta l’unica offerta professionale proposta dal Centro per l’Impiego. 

Ricovero anziani lunga degenza, l’INPS si pronuncia sulla pensione di cittadinanza

Pensione di cittadinanza INPS (Foto Adobe)

Mediante le suddette modifiche, la misura economica per il contrasto alla povertà e al reinserimento lavorativo conterà gradualmente meno lavoratori in qualità di percettori del Reddito. Tale modifiche supportano un piano di razionamento delle risorse economiche per cercare di dare respiro alle casse dello Stato, già vessate dalle misure ordinarie (pensioni, indennità), quanto dalle misure straordinarie (come bonus, incentivi, indennità).

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In tale contesto le famiglie a carico dei lavoratori dipendenti in possesso di bassi redditi possono nel frattempo integrare il Reddito di Cittadinanza con l’Assegno Unico e universale destinato a ciascun figlio fino a 21 anni di età o figlio disabile senza limiti anagrafici. Inoltre, le ultime modiche del governo hanno corrisposto il massimo importo mensile ottenibile (175 euro), quale misura “secca” per lo scaglione ISEE fino a 15mila euro lordo di reddito annuo.

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A meno che il passaggio dalla manovra alla legge di bilancio non aggiunga “postille”, nulla invece dovrebbe cambiare per la Pensione di Cittadinanza, in vista del 2023. Il valore ISEE richiesto per il riconoscimento resta di 9.360 euro; il valore patrimoniale immobiliare (ad esclusione dell’abitazione) rimane fino a 30mila euro e così il valore mobiliare, fino a seimila euro. A differenza del Reddito di Cittadinanza, la PdC manterrà i pagamenti continuativi. Come sottolineato dall’INPS, la PdC spetterà anche ai pensionati sottoposti a ricovero di lunga degenza. Si tratta di un criterio che nelle comunicazioni viene citato in quanto determinante sotto un altro aspetto: ai fini del conteggio dei membri a carico in un nucleo familiare, viene escluso il componente lungodegente.

Pubblicato da
Roberto Alciati