Fasce pensioni 2023 | Nuovo schema per le perequazioni

Le nuove fasce di rivalutazione delle pensioni saranno diverse nel 2023. Diverse le novità per i pensionati, specialmente per alcuni

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Pensioni (Foto Pixabay – pixabay.com)

La Legge Bilancio ha messo una firma su dei punti nodali che riguardano adeguamento delle pensioni al caro vita. È notizia clou di questi giorni che le pensioni minime verranno aumentate da 535 euro al mese a 600 euro al mese per tredici mensilità. Ma solamente per gli over 75. E solamente per il 2023. Questo aumento è stato possibile grazie ai soldi risparmiati anche dalla contrazione del reddito di cittadinanza da otto mesi a sette. E per il 2023 i fondi ci sono. Per il 2024 chissà.

Tuttavia non è l’unica notizia che riguarda le pensioni. La Legge Bilancio ha deciso di cambiare le fasce per le perequazioni, passando dalle tre precedenti a sei. Ciò significa che le rivalutazioni sulle pernsioni saranno suddivise in maniera più cavillare. Per ora si attende in tema pensionistico una riforma previdenziale organica, che tarda ad arrivare e che è in previsione probabilmente per la fine dell’anno.

Pensioni, il nuovo schema di perequazione per il 2023

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Pensioni (Foto Pixabay – pixabay.com)

Le novità sono state introdotte dalla Legge Bilancio, che dovrà essere sottoscritta entro la fine dell’anno. Oltre all’aumento delle pensioni minime, decade lo schema precedente sull’adeguamento delle pensioni. Per il 2023 un decreto del Ministero dell’Econonomia ha fissato al 7,3% la quota di rivalutazione. Fino all’anno in corso era suddiviso in tre fasce:

  • 100% di rivalutazione per i trattamenti fino a quattro volte il trattamento minimo Inps, pari a 525,38 euro al mese;
  • 90% per quelli fino a cinque volte a pensione minima;
  • 75% sulle fasce superiori a cinque volte il minimo.

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Mentre il nuovo schema 2023 di perequazione delle pensioni sarà più articolato:

  • 100% di rivalutazione per gli assegni fono a quattro volte il trattamento minimo, dunque per le pensioni fino a 2.100 euro;
  • rivalutazione dell’85% per le pensioni fino a cinque volte il minimo, pari cioè a 2.626 euro lordi al mese;
  • 53% per le pensioni fino sei volte il minimo, pari a 3.150 euro;
  • 47% per le pensioni fino a otto volte il minimo, il cui importo è 4.200 euro;
  • 37% fino a 10 volte il minimo, pari a 5.250 euro mensili;
  • e per finire 32% di rivalutazione per le pensioni oltre le dieci volte il minimo.