Busta paga, chi troverà 500€ in più nel 2023

Alcuni lavoratori nel 2023 si ritroveranno 500 euro extra in busta paga: chi saranno i fortunati

Quali lavoratori riceveranno 500 euro in busta paga nel 2023
Busta paga (Adobe Stock – pensioniora.it)

Sono state settimane molto intense per il Governo che ha messo appunto la Legge di Bilancio nella quale sono state introdotte diverse novità tra cui un maxi emendamento riguardante il taglio del cuneo fiscale. In primis, è stato alzato il tetto ai redditi da 20.000 a 25.000 euro, quindi retribuzioni imponibili da 1.538 a 1.923, per l’esonero del 3% sulla quota dei contributi previdenziali che i dipendenti pubblici e privati devono alle casse di previdenza. I fondi da destinare al taglio del cuneo provengono dal risparmio in prospettiva che si avverrà dopo tutte le strette poste sul Reddito di Cittadinanza. Si parla di risparmi pari a 776 milioni, a cui se ne aggiungono altri 200 dopo la decisione di abbassare il numero di mensilità da 8 a 7.

Questi lavoratori nel 2023 riceveranno 500 euro in più in busta paga

500 euro in più in busta paga: chi li riceverà
500 euro in più in busta paga (Pixabay – Pensioniora.it)

Il Sole 24 Ore ha calcolato, inoltre, quelli che saranno gli aumenti in busta paga per tutti i lavoratori coinvolti. Gli aumenti principali, pari a quasi 500 euro (493,85€), colpiranno coloro che si trovano nella fascia retributiva tra i 22.500 e i 25.000 euro. Chi guadagna fino a 10mila euro godrà di 231 euro annui, mentre chi eccede fino a 12.500€ passerà a 288,75 euro annui. La soglia di 15.000 euro, invece, porterà nelle casse dei lavoratori 346,50 euro all’anno. Si cala, anche se di poco (345 euro), per coloro che percepiscono 17.500 euro. 395,08 euro l’anno per chi, invece, si trova nella fascia retributiva dei 20.000 euro.

Leggi anche: Cosa è successo alla vostra tredicesima (e non l’avete notato)

Leggi anche: Niente più ricetta medica via email? | Cosa succede

Pierpaolo Bombardieri, segretario generale Uil, ha commentato la questione con tono dissidente: “Noi avevamo proposto la detassazione della tredicesima e gli aumenti contrattuali, ma il Governo è intervenuto solo parzialmente sul cuneo fiscale, il che si traduce in soli 15 euro lordi mensili”. Non è finita qui, perché poi il discorso si è spostato su temi affini: “Bisogna poi affrontare il problema della precarietà, ma la scelta di ampliare l’utilizzo dei voucher va nella direzione opposta. Non va bene neanche la decisione sull’opzione donna. Mancano anche le risposte, in questa manovra, su Mezzogiorno e sanità”.