Riesame bonus 200 e 150€ | Puoi ancora avere i soldi

Ancora una tantum da pagare agli aventi diritto, anzi si riaffaccia la speranza per questi soggetti a cui era stata rifiutata. Cosa sta succedendo

bonus da 200 e 150 euro a questi soggetti
Bonus 200 euro (Foto Adobe – pensioniora.it)

Dopo qualche mese dallo scoppio del conflitto in Ucraina, i tragici problemi a livello globale sono stati sin da subito molto chiari: la nascita della crisi energetica, particolarmente nel quadro europeo, e la conseguente crisi economica che si sarebbe prodotta a stretto giro. E per non parlare dell’inflazione, che da “buona” dote della ripresa produttiva dopo lo stop della emergenza sanitaria da Covid, si è trasformata in fattore erosivo dei bilanci familiari di numerosi cittadini.

L’aumento generalizzato del costo della vita provocato dalla corsa inflazionistica, e nello specifico del rincaro sui beni di consumo, si è affiancato allo sproporzionato rialzo degli importi sui consumi energetici e ciò ha provocato non poche chiusure nell’ambito delle piccole e medie aziende, quanto la recessione nei consumi e nelle spese di prima necessità ad appannaggio dei nuclei familiari in difficoltà.

Riesame bonus 200 e 150€, si riaprono le pratiche di revoca

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Bonus INPS (Foto Adobe – pensioniora.it)

A partire della scorsa primavera, l’impossibilità per numerosi lavoratori e pensionati, nonché disoccupati, di pagare le fatture delle utenze domestiche recapitate proprio durante il picco delle stime sul gas e sull’elettricità, ha indotto il governo a rilasciare risorse economiche straordinarie come fenomeno compensativo alla deriva inflazionistica. Si è iniziato con il bonus una tantum pari a 200 euro, decido dal secondo governo Conte.

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La prima platea a cui questo contributo è stato rivolto è rappresentata dai pensionati e dai lavoratori con un tetto reddituale ISEE fino a 35mila euro annui. Fino allo scorso novembre sono approdati gli importi su cedolini INPS e buste paga, fino a che non è seguito il secondo bonus economico estemporaneo pari a 150 euro (per decreto del governo Draghi), destinazione i redditi annui fino a 20mila euro. Pertanto, i secondi sono stati i redditi che hanno capitalizzato il ricevimento di entrambi le misure.

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Il meccanismo di pagamento, come è noto, è stato automatico per i pensionati e i percettori di indennità e di altri sussidi INPS, e questo apparente vantaggio, per alcuni ha significato la pretesa da parte dell’INPS di richiedere la restituzione delle somme per sopraggiunte rivalutazioni reddituali. Ma non pochi sono stati gli esclusi sin dal principio: coltivatori diretti, coloni e mezzadri per l’attività di amministratore in società di capitali. La motivazione è data dal fatto che reddito percepito non rientra tra i redditi prodotti dall’attività aziendale. Per questi ultimi, ancora a gennaio 2023 è possibile richiedere il riesame alla revoca della misura. Si può farlo dal sito dell’INPS, tasto “chiedi riesame” dalla sezione “Indennità una tantum 200 euro”.