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Pensioni | Il piano della Meloni per i dipendenti statali

Ecco cosa dispone la bozza per perfezionale l’uscita lavorativa e accedere la pensione da parte dei dipendenti dello Stato. Cosa cambia

Pensione INPS (Foto Adobe – pensioniora.it)

A cavallo fra i due anni, 2022 e 2023, il calendario della previdenza sociale non ha palesato soltanto i classici appuntamenti mensili e annuali, ma ha mostrato anche i risultati di un intenso lavoro svolto sia dal governo Draghi (a partire però dalle ceneri del governo Conte) sia dal governo Meloni, in pressoché continuità politica. Il settore che più di tutti ha recepito i cambiamenti da tale contesto, è quello delle pensioni INPS. 

In effetti, non si è trattato soltanto di manovre correttive alla stregua delle complesse difficoltà che hanno colpito l’economia italiana e il portafoglio dei cittadini; inevitabile dover procedere alle modifiche di prassi e misure in scadenza, o direttamente alla loro sostituzione con riforme strutturali solide. Ma certamente l’attività parlamentare è stata in gran parte occupata di immettere denaro nelle tasche dei lavoratori e dei pensionati in difficoltà, in pratica già speso dalla urgenza di saldare i salatissimi conti delle utenze domestiche.

Pensioni, il premier Meloni pensa a questa uscita per i dipendenti statali

Pensione INPS (Foto Adobe – pensioniora.it)

Oltre alle contribuzioni straordinarie dei bonus da 200 e 150 euro per i redditi più bassi, lo scorso anno si è chiuso con l’anticipo di una parte dell’adeguamento ISTAT degli importi pensionistici, in base all’andamento dell’inflazione rispetto ai prezzi al consumo.; probabilmente la misura economica dai tratti più strutturali. I cedolini dello scorso ottobre sono stati dunque aumentati in base agli scaglioni percentuali di reddito facendo riferimento all’indice previsionale del 2 per cento.

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La replica si è avuta con la tornata dell’inizio del mese in corso, dopo la decisione del MEF di applicare l’indice effettivo incrementato del 7,3 per cento. E si attende per marzo un indice correttivo pare al 0,7 per cento. La determinazione di questi aumenti hanno incontrato un’altra istanza non priva di urgenza: la scadenza del sistema di pensione anticipata Quota 102. Dal 1° gennaio è dunque subentrata la Quota 103, con i suoi 62 anni di età del lavoratore e i 41 anni di contribuzione versata.

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La Quota 103 ha scongiurato il sistematico ripristino dei requisiti pensionistici della Riforma Fornero e per il 2024, decade il requisito anagrafico mantenendo soltanto gli anni dei contributi INPS. Tra gli emendamenti del decreto Milleproroghe, Giorgia Meloni ha pensato di intervenire anche sulle pensioni dei dipendenti statali: slittare l’età da 67 a 70 anni, garantendo a coloro che al primo step non hanno raggiunto almeno 36 anni contributivi, di garantirsi un assegno più alto. Al momento la proposta è stata dichiarata irricevibile dalla Commissione Affari e Bilancio.

Pubblicato da
Roberto Alciati