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Divorzio, la moglie può fare anche questo col mantenimento

Ecco una opzione poco conosciuta, prevista dall’ordinamento, che la coniuge può attuare già dal periodo matrimoniale. Di cosa si sta parlando

Divorzio (Foto Adobe – pensioniora.it)

Sarà forse per “sensibilità” dell’attuale governo di fronte a certi temi, saranno le notizie di profondo cambiamento che coinvolgono i Paesi in via di sviluppo, oppure, ancora, le istanze emerse nel dare un futuro alle nazioni, di fatto il tema della demografia ha trovano un inatteso spazio nel dibattito pubblico; non solo, ma è entrato sottecchi tra i provvedimenti dell’esecutivo guidato da Giorgia Meloni.

Non è un segreto che l’Italia sta inesorabilmente invecchiando, o per essere più precisi, sta aumentando l’età media dei cittadini, indotta dallo squilibrio dovuto ad uno scarso numero di nascite e all’innalzamento della soglia di morte. Se il secondo fattore risulta positivo, la coesistenza con il primo elemento negativo si traduce, in termini schiettamente pratici, nella scarsissima produzione di nuove leve lavoratrici, sempre più anziani pensionati sulle spalle delle casse INPS; dato l’attuale sistema contributivo, quale busta paga del futuro pagherà i trattamenti previdenziali di domani?

Divorzio, la moglie può richiedere il mantenimento?

Divorzio (Foto Adobe – pensioniora.it)

La suddetta premessa, contornata da un’aura di sfiducia da parte di alcuni cittadini, rischia di alimentare una soglia di sviluppo familiare che si attesta ben prima della volontà di avere figli. Tale “depressione” può generare un disincentivo al matrimonio o a qualsiasi forma di regolarizzazione dell’unione. D’altronde bisogna tenere conto delle condizioni economiche, della presenza di un posto di lavoro soddisfacente per la sussistenza e la possibilità di avere una casa ove coltivare l’ambito familiare.

Talvolta, si riflette bene sulla scelta di sposarsi, anche perché, in caso di separazione, si potrebbe diventare quel coniuge che paga gli alimenti alla sua ex, se economicamente svantaggiata. Per il mantenimento dei figli, invece, non c’è neanche bisogno di essere uniti per sottoporsi a tale obbligo. Uno degli orizzonti è quello che la moglie possa rinunciare al mantenimento, ma dei patti prematrimoniali, che possono regolare il rapporto a prescindere dalla legge, non hanno alcun valore legale.

Anche dopo il matrimonio, alcun tipo di accordo è nullo. Diversamente, con la crisi coniugale in atto, i due coniugi possono firmare un accordo scritto che detta le condizioni per una separazione consensuale in vista della separazione o del divorzio. Tra queste, vi può essere la rinuncia al mantenimento, che può essere respinta dal giudice se sfavorisce palesemente la moglie (a meno che abbia un lavoro ben retribuito o sia in possesso di beni immobili o finanze più che sufficienti per una vita automa). Ad ogni modo, si avrà una separazione giudiziale, nella quale il giudice stabilisce l’importo dell’assegno di mantenimento. Rinunciandovi in sede di separazione, l’assegno può essere richiesto durante il divorzio; se richiesto dopo il divorzio, non verrà concesso.

 

Pubblicato da
Roberto Alciati