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Bonus e Incentivi

Ci sono aiuti se non riesci a pagare l’affitto?

Quali sono le possibilità per chi non riesce più a pagare il canone d’affitto della propria abitazione? Ecco qualche informazione

Sfratto (Foto Adobe – pensioniora.it)

Non riuscire più a pagare il canone dell’affitto di casa è un’evenienza non così rara, soprattutto nelle grandi città dove i canoni hanno ormai raggiunti livelli elevatissimi. A vivere situazioni simili non sono soltanto nuclei familiari a basso reddito, anziani e giovani in condizioni di precarietà lavorativa. Anche famiglie con redditi dignitosi possono trovarsi in difficoltà improvvisamente come testimoniano le vicende della crisi post pandemica non ancora superate.

Purtroppo il mercato immobiliare non offre soluzioni a chi si trova in condizioni di disagio economico e i prezzi degli alloggi restano elevati anche in periferia e in contesti molto distanti dal centro cittadini e dai quartieri benestanti. L’edilizia residenziale pubblica non riesce a garantire delle soluzioni per tutti mancando di fondi e investimenti sufficienti. Esistono dei fondi costituiti proprio per dare maggiori sostegni alle situazioni più difficili, incrementati durante l’emergenza covid, ma che ora il governo non più finanziato con prospettive drammatiche per il futuro.

Non riuscire a pagare l’affitto, cosa fare

 

Esiste un fondo statale denominato “Fondo affitti e morosità incolpevole” che, stanziato nel 2022 per tutto l’anno corrente 2023, viene suddiviso poi alle regioni e da queste ai comuni che provvedono a pubblicare dei bandi per la presentazione delle domande. Chi non può più pagare il canone può richiedere questo contributo, partecipando al bando.

Per accedere a questi fondi occorre rispettare alcune requisiti: Isee familiare inferiore a 26mila euro, essere titolari di contratto regolare d’affitto nel comune cui si presenta la domanda, essere residente nella casa dove si è ricevuto lo sfratto da almeno un anno, nessun altro membro della famiglia deve possedere immobili abitativi nella stessa area di residenza. Come si capisce questo fondo è per quanti si trovano nella condizione di non poter pagare più il canone d’affitto e subiscono uno sfratto per morosità incolpevole.

Le cause di questa condizione possono essere improvvisa perdita involontaria del lavoro, il mancato rinnovo di un contratto a tempo determinato, la contrazione dell’orario lavorativo con conseguente riduzione della retribuzione, la cassa integrazione ordinaria o straordinaria, la malattia grave, l’infortunio o la morte di un componente della famiglia, la fine dell’attività autonoma per cause di forza maggiore.

I contributi per gli affitti

Sfratto (Foto Adobe – pensioniora.it)

Il contributo per morosità incolpevole si delinea poi concretamente a seconda delle diverse condizioni che vengono a crearsi. L’aiuto infatti dipende se si arriva a una rinuncia allo sfratto in seguito alla copertura della parte pregressa grazie al fondo; se invece vi è un rinvio della procedura di sfratto con una proroga e il fondo serve per coprire i mesi concessi in proroga; infine nel caso l’inquilino stipuli un nuovo contratto in una casa diversa da quella dove è stato sfrattato, il fondo copre la spesa del primo trimestre di locazione della nuova abitazione.

Questo come eventuali altri bonus e sostegni per l’affitto sono gestiti in maniera autonoma dai singoli comuni sulla base delle risorse messe in campo a livello statale e poi regionali. Quindi occorre far riferimento al proprio comune di residenza per avere tutte le informazioni al riguardo, considerando che le domande vanno presentate nel periodo di validità del bando stesso proprio per la scarsità dei fondi.

Pubblicato da
Vincenzo Pugliano