Niente domande, niente autodichiarazioni o autocertificazioni; per questi lavoratori l’INPS paga in automatico. Di chi stiamo parlando
I primi a beneficiare del Bonus 200 euro sono stati i pensionati. In realtà, con essi non stiamo indicando l’intera platea di anziani contribuenti ma comunque si tratta di una buona fetta di essi: il criterio in base al quale l’INPS ha assegnato la nota somma una tantum è principalmente il possesso di un reddito annuo fino a un massimo di 35.000 euro percepiti. L’erogazione è stata (o verrà, per i restanti) effettuata direttamente sui cedolini e senza alcuna preventiva richiesta da parte dei cittadini interessati.
L’Ente previdenziale ha infatti proceduto al pagamento diretto, i pensionati coinvolti non hanno dovuto far altro che constatare la presenza dell’importo assieme a quella del rateo mensile; tant’è che un’eventuale restituzione spetta a quegli stessi pensionati, i quali sono obbligati a segnalare se, nel corso dell’anno successivo a quello di riferimento del reddito, hanno ricevuto integrazioni tali da superare la soglia stabilita dal bonus.
Il Bonus 200 euro, che nell’intento del governo deve raggiungere quei soggetti maggiormente danneggiati dall’aumento del costo delle bollette, causato dal caro energia, e dei prezzi sui beni di consumo, è stato definito con i Decreto Sostegni bis e attraverso l’Istituto di Previdenza sta entrando nelle finanze di molti italiani. Secondi per le tempistiche stabilite, infatti, ci sono i lavoratori dipendenti, una parte dei lavoratori a autonomi e infine i percettori del Reddito di Cittadinanza.
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Gli accrediti sulle pensioni sono iniziati a giugno scorso e vedono un lento esaurirsi, con le erogazioni verso alcuni dei percettori del trattamento rimandate al mese successivo; ed è presumibile che i pagamenti si possano protrarre fino al prossimo mese di ottobre. La ragione dei ritardi è una: la limitata disponibilità di credito nelle casse INPS. Dall’inizio di settembre sono iniziati i pagamenti verso le partite iva, i percettori RdC e i collaboratori domestici.
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Per questi ultimi lavoratori, il contributo deve essere richiesto presentando un’apposita domanda. A niente di ciò devono provvedere i collaboratori sportivi, da poco inseriti nella lista dei beneficiari del Governo. Il bonus una tantum sarà erogato dalla società Sport e Salute SpA (azienda pubblica controllata dal MEF) agli stessi soggetti che hanno ricevuto una delle indennità Covid 2020 o 2021. Ancora non sono stati avviati i pagamenti – che saranno dunque automatici – in quanto l’Azienda sta incrociando i suoi dati con l’INPS per evitare elargizioni sovrapposte.