Stangata+INPS%3A+chi+dovr%C3%A0+attendere+5+anni+per+la+liquidazione
pensioniorait
/2022/09/09/stangata-inps-chi-dovra-attendere-5-anni-per-liquidazione/amp/
News

Stangata INPS: chi dovrà attendere 5 anni per la liquidazione

Ad un passo dalla pensione, tanta è l’attesa che dovranno sobbarcarsi questi lavoratori per ricevere il TFR. Quali sono i motivi

Liquidazione TFR (Foto Adobe)

Mancano poche settimane all’appuntamento con le elezioni politiche per la scelta del nuovo esecutivo. Dopo la presentazione delle dimissioni del premier Draghi, quello che oggi è al lavoro è un governo uscente al quale i cittadini saranno chiamati a designare il successore. Tale considerazione non è affatto peregrina al tema delle pensioni; basta porre sul tavolo alcune rapide osservazioni.

Per tutta l’estate, la squadra di ministri – che in base al regolamento deve ricondurre la propria azione alle questioni di normale amministrazione una volta rimesso il mandato – ha svolto un intenso lavoro, sfociato nella formulazione del Decreto aiuti bis, il quale ha attivato una successione di bonus e di incentivi ad ampio raggio. Ma il tempo, in realtà, è poco e molte ampie questioni rimarranno aperte e a carico del nuovo Presidente del Consiglio. In prima fila, troviamo la riforma delle pensioni.

Stangata INPS, per questi lavoratori il TFR arriva dopo cinque anni

Liquidazione TFR (Foto Adobe)

Non sarà sufficiente l’arco temporale a disposizione per un’attenta discussione che metta tutti d’accordo in vista della scadenza al 31 dicembre 2022 della “provvisoria” Quota 102 – 64 anni di età, più 38 anni di contributi versati. Occorrerà prendere una decisione prima che dal 1° gennaio prossimo si riattivi in automatico la controversa Legge Fornero. L’ombra di una proroga o di una nuova misura “a tempo” si staglia sulla concreta possibilità di una riforma strutturale.

Leggi anche: Pensione di vecchiaia: quanto spetta in caso di contributi

Sino ad ora la diversificazione dei sistemi di contribuzione che hanno regolato l’apertura delle porte alla pensione tra i lavoratori di ieri e quelli che si congederanno nell’imminente domani, pone dei problemi fin dalla restituzione del TFR, il Trattamento di Fine Rapporto. Da un lato, l’INPS comunica come fare per ottenere un anticipo di tale somma fino a 45.000 euro; dall’altro, le tempestiche che regolano la prestazione della liquidazione dipendono dal sistema contributivo – appunto – entro il quale è inserito il lavoratore, oppure dalle condizione stesse di quest’ultimo.

Leggi anche: Pensioni INPS, ecco chi troverà un cedolino più ricco a settembre

In breve, l’attesa varia dai 105 giorni fino – addirittura – ai 5 anni successivi alla cessazione del rapporto di lavoro. Nel primo orizzonte sono inclusi la morte del lavoratore e il congedo per inabilità. Il secondo termine, diversamente, chiama in causa i lavoratori fuoriusciti tramite Quota 100, compiuti 62 anni di età e versati i contributi per 38 anni. L’Ente di previdenza ha chiarito che l’accredito del TFR non può avvenire prima dei 12 mesi dalla “cessazione del servizio”. Al contempo la normativa detta che in caso di dimissioni o licenziamento, i tempi si allungano almeno a 24 mesi, stante che anche l’importo della liquidazione rappresenta una variabile da non sottovalutare: raggiunta una somma di 100 mila euro, bisognerà attendere il ricevimento fino a 7 anni.

Pubblicato da
Roberto Alciati