Lavoro e Naspi insieme | In quali casi si può

La Naspi spetta di diritto a tutti i lavoratori dipedenti che hanno perso involontariamente il lavoro. Può essere conciliabile con un’attività?

naspi conciliante con lavoro
Naspi (Foto Pixabay)

L’indennità di disoccupazione è un prezioso strumento di welfare che finora è servito a supportare le famiglie in difficoltà. Anche se con una platea più ridotta di quello che si dovrebbe. I contratti Co.co.co, ovvero i contratti di collaborazione subordinata, anche se all’atto pratico svolgono mansioni da lavoro dipendente, non includono la possibilità di richiedere l’indennità di disoccupazione una volta che il contratto è scaduto e non viene rinnovato. La presentazione della domanda per la Naspi equivale alla disponibilità immediata al lavoro, tramite i centri per l’impiego.

Dopo 15 giorni dalla domanda ci si deve recare al centro per l’impiego per stipulare il contratto, ovvero il patto di servizio personalizzato. In alternativa si viene contattati dal centro per l’impiego stesso.

Naspi, quando è conciliabile con attività lavorativa

naspi conciliante con lavoro
Naspi (Foto Pixabay)

Nel momento in cui si trova lavoro, si deve subitaneamente comunicazione all’INPS, accedendo al portale con le chiavi digitali, e seguendo il percorso nella sezione Prestazioni e servizi >Servizi. A questo punto di deve andare sul campo testo libero e digitare naspi – invio comunicazione. Durante il periodo di Naspi si possono percepire:

  • pensione ai superstiti;
  • pensione di invalidità;
  • Reddito di Cittadinanza (Attenzione: la NASPI costituisce reddito imponibile e rileva ai fini ISEE );
  • indennità Covid-19, ad eccezione dei lavoratori stagionali e somministrati del turismo.

Al contrario non si può percepire:

  • pensione di vecchiaia o anticipata;
  • assegno ordinario di invalidità,
  • pensione di inabilità.

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Chi ha diritto alla Naspi può perderla nel momento in cui trova lavoro. Ma questo non è valido per tutti i lavori. Infatti le prestazioni occasionali devono essere sporadiche e saltuarie, e non devono superare la cifra dei 5mila euro lordi annui. Nel caso in cui non si superi questo tetto, il lavoratore con indennità di disoccupazione non è tenuto a comunicare all’INPS l’inizio del lavoro.

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In tutti gli altri casi invece la comunicazione è obbligatoria. Se non si effettua per tempo, si rischia di dover rimborsare la cifra percepita durante la sovrapposizione tra Naspi e periodo lavorativo.