Aumento pensioni | Quanto avrai nel 2023 se prendi 2.000€

L’aumento previsto delle pensioni per il 2023 è in cifra percentuale. Dunque la rivalutazione dipende dagli importi

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Pensione (Foto Pixabay)

Il 2023 si aprirà con il tasso di inflazione alle stelle e con un nuovo Governo che si dichiara disposto ad affrontarlo. Le pensioni sono un nodo cruciale per l’esecutivo, che ha promesso una riforma previdenziale a fine 2023. Per il moemnto, chi vuole andare in pensione può ancora usufruire della Quota 102, almeno fino al 31 dicembre, ed a seguire della Quota 103, per buona parte del 2023. Con la Quota 103 si potrà andare in pensione con 62 anni di età e 41 di contributi.

Chi si trova già in pensione, potrà usufruire di aumenti che sono previsti per fronteggiare il caro vita. Quando le cifre si applicano in misura percentuale, però, alla fine vanno a penalizzare gli importi più bassi, come spesso accade. A meno che le percentuali non vengano ridotte in proporzione mano mano che sale l’importo della pensione.

Pensioni 2023, gli aumenti previsti

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Pensione (Foto Pixabay)

Numerosi analisti hanno già steso delle tabelle. È doveroso precisare che queste sono previsioni, non certezze. Nonostante la manovra sia stata approvata, fino a che non vengono pubblicati decreti sulla Gazzetta Ufficiale si rimane comunque nel campo delle ipotesi. Che sono senza dubbio molto vicine alla realtà. Dunque, secondo le stime, chi prende entro quattro volte il trattamento minimo delle pensioni potrà usufruire del 100 per cento della rivalutazione. E poi a scendere. Per esempio, chi prende 1.000 euro di pensione al mese, se davvero il tasso di rivalutazione dovesse essere del 6,8%, potrà beneficiare di 68 euro in più lordi al mese.

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Sopra i 2.000 euro di pensione la rivalutazione scende al 90% dell’importo massimo previsto. Mentre per gli assegni che superano le cinque volte il trattamento minimo la rivalutazione scende al 75 per cento del previsto 6,8% in più.

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Nonostante ciò, facendosi i conti con calma, c’è una contraddizione. Anche se coloro che prendono 1.000 euro al mese possono beneficiare del 100% di rivalutazione, la quota finisce a 68 euro lordi al mese. Mentre chi ha 2.000 euro al mese di pensione dovrebbe beneficiare di un incremento di 136 euro, e chi ne ha 2.500 euro di 153 euro lordi. Almeno così prevedono gli analisti.